Zadok Yohanna, dribbling e velocità per il Brighton
La prima partita di Zadok Yohanna non si è giocata in uno stadio, ma nel silenzio di una stazione, quando a tredici anni ha dovuto scegliere tra la sicurezza di casa sua e un sogno forse troppo grande per la sua età. Dal Bauchi State, nel nord della Nigeria, ai campi dell’Ikon Allah Football Academy, il viaggio è stato il primo vero strappo della sua vita. Ha lasciato tutto per inseguire un traguardo. Tante curve e salite, ha accettato il peso degli esami. E ora, dopo essersi messo in gioco, si ritrova in Premier con la maglia del Brighton, che in materia di giovani talenti è quasi sempre una sentenza. Attaccante esterno, un metro e 84, mancino. Il 23 agosto esordirà nel campionato più ricco del mondo contro l’Aston Villa di Unai Emery, che ha vinto in carriera cinque volte l’Europa League.
La vetrina svedese
Nato il 29 giugno 2007, Yohanna appartiene a quella generazione di talenti africani che vedono nelle accademie il primo ponte verso l’Europa. Dopo la Nigeria è arrivata la Svezia: una tappa apparentemente fredda e lontana dai riflettori, ma decisiva. L’AIK di Stoccolma gli ha offerto il contesto perfetto per dare un ordine alle sue potenzialità. In questa prima parte di 2026 è diventato una delle attrazioni dell’Allsvenskan, collezionando 12 presenze, 5 gol e 4 assist. Il Brighton ha investito 28 milioni di euro più bonus: l’operazione in uscita più costosa nella storia del calcio svedese. Scatto, progressione, finte. Yohanna è un’ala da 4-3-3: parte largo sulla fascia, riceve il pallone e punta l’interno. Nell’ultimo anno ha aggiunto concretezza, migliorando la scelta finale. Fabian Hürzeler l’ha voluto a tutti i costi per questo suo dinamismo. Una nuova carta per la Premier.
