Robbie Ure, lo scozzese che incanta in Svezia
Tutto comincia con un rifiuto. Marzo 2023, Glasgow, pioggia e vento. I Rangers mettono sul tavolo il rinnovo del contratto: la possibilità di restare nel club per cui fa il tifo da quando era bambino, lo stesso con cui ha segnato dieci minuti dopo il debutto. Robbie Ure, però, decide di non firmare. Non è una questione economica, ma la consapevolezza che bruciare tempo in panchina sia più pericoloso del rischio di andarsene. Lascia Ibrox e riparte da zero. Prima l’Anderlecht, dove lavora sulla tecnica e sulla muscolatura, poi la Svezia, lontano dai riflettori. Il Sirius investe 750.000 euro su un attaccante ancora da costruire: una scelta controcorrente che oggi si rivela un affare.
Il poker al Mjällby
A ventidue anni, Ure è il volto nuovo dell’Allsvenskan. Ha aperto il 2026 con quindici gol in quattordici partite di campionato: segna ogni 84 minuti. Ha trascinato il Sirius al primo posto in classifica: 38 punti. La fotografia della sua stagione resta lo spettacolare 4-4 contro il Mjällby: quattro gol in una sola partita, tutti diversi per esecuzione, manifesto perfetto del repertorio di un centravanti che ha acceso il mercato.
Le manovre
Il Lecce ha presentato un’offerta da quattro milioni più il 30% sulla futura rivendita: proposta giudicata insufficiente dal Sirius, che valuta il cartellino almeno il doppio. Anche il Genoa ha avviato i primi contatti, mentre gli osservatori di Lione e Hoffenheim continuano a seguire la crescita di Robbie. Sullo sfondo c’è la regia del Team Raiola. Fisicamente è il classico centravanti della scuola britannica: un metro e 89, forte nei duelli, potente ma anche agile. Considerarlo un attaccante old style, però, sarebbe un errore. Ure riesce a legare il gioco, partecipa alla manovra. Il contratto con il Sirius scade nel 2029 e il ragazzo continua a ripetere di non avere fretta: prima vuole vincere in Svezia, poi arriverà il salto. E forse, un giorno, anche il ritorno a Glasgow. Non per rivincita, ma per misurare la strada percorsa.
