Denner e l’ingresso a Stamford Bridge

Denner e l’ingresso a Stamford Bridge

Terzino sinistro, 18 anni, brasiliano, scuola Corinthians: dal blitz del Chelsea, con il ds Winstanley, al 4-2-3-1 di Xabi Alonso
Stefano Chioffi
3 min

Il Chelsea di Xabi Alonso ha tre direttori sportivi: Paul Winstanley, Laurence Stewart e David Fallows. Una strategia manageriale che ha un’impronta chiara: investire anche sui giovani. Il brasiliano Denner è l’ennesimo capitolo della nuova dottrina di Stamford Bridge: smettere di rincorrere il talento quando è già sotto i riflettori del mondo e andarselo a prendere mentre è ancora un’idea. Mancino naturale, classe 2008, Denner si è legato ai Blues fino al 2032, lasciando il Corinthians per dieci milioni di euro più bonus. Un’operazione impostata quando il ragazzo di San Paolo era ancora minorenne e formalizzata adesso, al compimento dei suoi diciotto anni.

Una galleria di artisti

Nascere terzino in Brasile significa convivere con un’eredità pesante: da Djalma Santos a Nilton Santos, da Roberto Carlos a Cafu, da Maicon a Marcelo e Dani Alves. Denner è il cugino di Gabriel Magalhães, pilastro difensivo dell’Arsenal (che ha vinto il campionato inglese dopo 22 anni). Ma se Gabriel è pura fisicità in area di rigore, Denner ha altre caratteristiche: un metro e 75, baricentro basso, esterno elettrico. Strappi e intensità. 

La Copinha 

La sua crescita nel settore giovanile del Timão è stata rapida. A certificarne il talento è stata l’ultima Copinha, la storica vetrina del calcio giovanile brasiliano, dove Denner ha firmato tre gol e un assist. Arriva al cross, si sovrappone ai centrocampisti, cerca il taglio verso il centro, è veloce e ordinato. Corsa, resistenza, sacrificio, attenzione in marcatura. I dirigenti del Chelsea lo hanno consegnato a Xabi Alonso. Dopo il ritiro verrà presa una decisione. C’è la possibilità che venga girato allo Strasburgo, club controllato dallo stesso proprietario, l’imprenditore americano Todd Boehly. Denner è atterrato a Londra senza il rumore dei titoli dei tabloid, ma protetto da una domanda più affascinante: quanto può diventare grande un ragazzo che il Chelsea ha scoperto prima che l’Europa iniziasse a cercarlo?


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