Italia, l'occasione per rendere omaggio a Pizzul
I dubbi per le fasce, i dubbi sull’effettiva caratura raggiunta, i dubbi sullo spread tecnico tra Italia e Germania: quanti dubbi per una partita sola. Eppure ce n’è persino un altro: riuscirà la Federazione, almeno la Federazione, a ricordarsi di Bruno Pizzul, anche solo per un minuto? Se nessuno si è posto la questione, possiamo avanzare direttamente la proposta: usare Italia-Germania per emendare la vigliaccata del campionato, che la domenica successiva alla morte del glorioso telecronista nazional-popolare se n’è bellamente impippato, evitando qualsiasi forma di ricordo.
Pizzul, una vita legata alla Nazionale
Si può fare? Certo bisogna mettere in conto l’elenco-scusanti dei buro-apparati, gli stessi che se muore un potente sbaraccano ogni forma di ostacolo per riservare il bavoso ossequio. Diranno magari che tra partita e dipartita (5 marzo) è passato troppo tempo: irricevibile, questa è comunque la prima uscita della nazionale senza Pizzul. Diranno magari che ormai c’è poco tempo per preparare l’omaggio: irricevibile, caso mai doppiamente imperdonabile non averci pensato prima, comunque per fare un minuto di silenzio allo stadio basta decidere in un minuto. Diranno magari che Pizzul c’entra poco con la Nazionale: irricevibile, di tutte le fesserie questa è la più fessa, perché Bruno ha legato una vita intera alla Nazionale, la sua è l’ultima voce davvero nazionale, la voce di un popolo (se vogliamo dirla retorica), prima del frazionamento tra gli anonimi e impersonali urlatori di ultima generazione. Non diranno, perché proprio non sta in piedi, che come altre volte si vuole evitare un minuto divisivo, di cori indegni: Bruno è uno zio d’Italia come pochi altri, uno dei nomi ancora capaci di non dividere nessuno, neppure i più idioti di noi. Certo, Pizzul non ha i gradi di un Mondiale con tanto di frase storica, il suo Mondiale l’ha perso con il rigore di Baggio a Pasadena, ma questo non toglie un milligrammo al suo valore, alla sua memoria e al nostro affetto.
Italia-Germania occasione giusta per omaggiare Bruno
Mettiamola così: il minuto per Pizzul ci starebbe tutto, e se dunque non si farà, semplicemente bisognerà dire signori, non è all’ordine del giorno, non interessa, non sono più cose per il calcio d’oggi, il minuto di silenzio è solo ciarpame di un infantile romanticismo fuori tempo massimo. Almeno, risparmieremo a Bruno l’affronto ipocrita dei giri di parole. Quanto a te, caro Bruno, stai sicuro, lì nella tua beata postazione celeste: comunque vada, non serve quel minuto di silenzio per pensarti amico, uomo degno, uomo giusto.
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