Ferrari, flop totale: ma c’è un mistero sul telaio

Charles Leclerc prima protesta via radio, poi specifica il guaio: tutti i dettagli
Pasquale Di Santillo

Una folata di vento ci aveva regalato un sogno, la pole, l’illusione di tornare a vedere la Ferrari vittoriosa. Un telaio (?) ci ha brutalmente risvegliato riportandoci dalle nuvole alla terra, senza nemmeno la consolazione di aggrapparci a un podio, per quanto ribassato. Con la 200ª vittoria in F.1 di McLaren grazie a Norris. Ma per la Rossa c’è l’aggravante: perché il sogno, non era poi così tanto sogno e ci poteva stare anche un secondo posto. Perché l’illusione più amara è durata per più di metà gara per poi svanire in meno di 10 minuti, complice un’impressionante calo di rendimento della Rossa di Charles capace di prendersi 47” da Piastri e quasi 30” da Russell in appena 25 giri. E qui scatta il mistero, visto che motivazioni vere, precise, dettagliate su quanto accaduto non le ha ancora fornite nessuno. Nemmeno su Hamilton arrivato 12°, com’era partito.  

Ferrari, versioni diverse

Intanto la cronaca: al 41° giro (di 70) Leclerc si ferma per il secondo pit stop, costretto com’è dal sandwich McLaren a scegliere tra inseguire Norris o “marcare” Piastri. Oscar si ferma 4 giri dopo e esce dai box con 5” di distacco da Charles. Prosciugati in un lampo, in 6 giri, al punto che Piastri supera all’esterno un Leclerc praticamente fermo al confronto, girandogli letteramente intorno. Alla 53ª tornata scatta un “disperato” team radio del monegasco, ancora terzo: «Questo è incredibilmente frustrante. Abbiamo perso tutta la competitività. Avreste dovuto ascoltarmi. Devo trovare una maniera differente per gestire questi problemi. Adesso la macchina è inguidabile, inguidabile. È un miracolo se finiremo sul podio... ». Puntualmente Russell lo supera al 62° giro con tanto di tentativo da parte di Charles di ostacolarlo, ritenuto irregolare dagli steward con 5” (inutili) di penalizzazione e 1 punto sulla patente. A fine gara il team principal Frederic Vasseur parla incautamente: «Dobbiamo investigare forse è stata la pressione delle gomme». Ma l’inversione a U arriva dallo stesso Charles in zona mista ai microfoni di Sky dopo un briefing con gli ingegneri: «Ovviamente in macchina non avevo tutte le informazioni, ma ora le ho. Dal giro 40 abbiamo avuto un problema al telaio (generico, ndr). Da quel momento in poi ero un passeggero, non potevo fare più niente. Avevo tanta frustrazione in macchina perché pensavo che il problema derivasse da un’altra scelta fatta sulla macchina, ma non era così». A quando una versione definitiva?


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Ferrari

La tesi di Russell

È George Russell che con la sua Mercedes ha mandato Leclerc fuori dal podio a dare la spiegazione più razionale a quello che è successo: «Credo che la Ferrari di Charles fosse al limite con l’usura del fondo e che abbiano dovuto agire sulla pressione delle gomme per alzare un po’ la macchina da terra. È l’unica spiegazione possibile». Che stranamente coincide con quella abbozzata (per sbaglio?) da Vasseur. Ma fosse vero, perché non dirlo?

Leclerc, occasione persa

Tornando a Charles è il simbolo palese dell’impotenza mista a rabbia: «La delusione e la frustrazione ci sono comunque, perché se c’era un’occasione in stagione dove avremmo potuto vincere quella era oggi (ieri, ndr). Il passo c’era, nel primo stint e anche fino al giro 40 del secondo. Ci ho creduto davvero di poter vincere. All’inizio avevamo forse un po’ più degrado rispetto alla McLaren, ma eravamo in controllo. Poi negli ultimi giri abbiamo preso più di 45”... Sono molto deluso, ma queste sono le corse. Sono cose che non si possono prevedere».

Ferrari, bilancio negativo

«Di questa prima parte della stagione non salvo niente. Le opportunità di vincere vanno prese, ma non lo abbiamo fatto. Poi sicuramente sono stati fatti dei passi avanti, sono contento di quanto abbiamo spinto per provare a portare questi aggiornamenti, ma in giornate del genere è molto difficile vedere le cose positive». 
Dopo Hamilton qualcuno pensi a salvare anche Leclerc, per favore.


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Una folata di vento ci aveva regalato un sogno, la pole, l’illusione di tornare a vedere la Ferrari vittoriosa. Un telaio (?) ci ha brutalmente risvegliato riportandoci dalle nuvole alla terra, senza nemmeno la consolazione di aggrapparci a un podio, per quanto ribassato. Con la 200ª vittoria in F.1 di McLaren grazie a Norris. Ma per la Rossa c’è l’aggravante: perché il sogno, non era poi così tanto sogno e ci poteva stare anche un secondo posto. Perché l’illusione più amara è durata per più di metà gara per poi svanire in meno di 10 minuti, complice un’impressionante calo di rendimento della Rossa di Charles capace di prendersi 47” da Piastri e quasi 30” da Russell in appena 25 giri. E qui scatta il mistero, visto che motivazioni vere, precise, dettagliate su quanto accaduto non le ha ancora fornite nessuno. Nemmeno su Hamilton arrivato 12°, com’era partito.  

Ferrari, versioni diverse

Intanto la cronaca: al 41° giro (di 70) Leclerc si ferma per il secondo pit stop, costretto com’è dal sandwich McLaren a scegliere tra inseguire Norris o “marcare” Piastri. Oscar si ferma 4 giri dopo e esce dai box con 5” di distacco da Charles. Prosciugati in un lampo, in 6 giri, al punto che Piastri supera all’esterno un Leclerc praticamente fermo al confronto, girandogli letteramente intorno. Alla 53ª tornata scatta un “disperato” team radio del monegasco, ancora terzo: «Questo è incredibilmente frustrante. Abbiamo perso tutta la competitività. Avreste dovuto ascoltarmi. Devo trovare una maniera differente per gestire questi problemi. Adesso la macchina è inguidabile, inguidabile. È un miracolo se finiremo sul podio... ». Puntualmente Russell lo supera al 62° giro con tanto di tentativo da parte di Charles di ostacolarlo, ritenuto irregolare dagli steward con 5” (inutili) di penalizzazione e 1 punto sulla patente. A fine gara il team principal Frederic Vasseur parla incautamente: «Dobbiamo investigare forse è stata la pressione delle gomme». Ma l’inversione a U arriva dallo stesso Charles in zona mista ai microfoni di Sky dopo un briefing con gli ingegneri: «Ovviamente in macchina non avevo tutte le informazioni, ma ora le ho. Dal giro 40 abbiamo avuto un problema al telaio (generico, ndr). Da quel momento in poi ero un passeggero, non potevo fare più niente. Avevo tanta frustrazione in macchina perché pensavo che il problema derivasse da un’altra scelta fatta sulla macchina, ma non era così». A quando una versione definitiva?


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