Trionfo Kimi Antonelli, l'intervista al papà: "Ecco il segreto dietro alla sua vittoria"
Marco Antonelli è una persona speciale, e chi lo conosce non si stupisce più di tanto per la crescita e i successi di Kimi. La passione arriva da lui, che ha messo in piedi la scuderia AKM Motorsport (acronimo dalle iniziali dei nomi dei figli) e ancora nella scorsa stagione è sceso in pista nelle GT Winter Series. È stato lui a raccontare che «Kimi è nato in autodromo, a cinque anni e mezzo è salito per la prima volta sui kart e mi sono incantato a vedere come pennellava le curve», o a raccontare della prima volta in cui lo portò a vedere una gara di Formula Uno “dal di dentro”: «Eravamo ad Hockeneim, lui era un bimbo e per farlo entrare lo nascosi dentro una pila di pneumatici, con tanto di ombrello per coprirlo. Funzionò: una volta ai box, un amico mi procurò un pass anche per lui».
Il percorso di Kimi Antonelli
Ci siamo emozionati e commossi a vedere l’abbraccio tra due generazioni di Antonelli, entrambe innamorate dei motori e della velocità, e il giorno dopo le parole di Marco arrivano con la stessa intensità. «Siamo in partenza, stasera (ieri, nda) abbiamo il volo che ci riporterà a Bologna. Non vedo l’ora, qui a Shanghai di sera fa un freddo cane». Ma il cuore è bollente da quando Kimi ha tagliato il traguardo davanti a tutti, dopo un weekend praticamente perfetto. «Bisogna tenere i piedi per terra, e lui lo sa. Se no questo mondo ti massacra. Mai deprimersi, mai esaltarsi. È la strada che abbiamo scelto fin dall’inizio, e finora ha sempre pagato. Se non avessimo fatto le cose per bene, oggi non saremmo qui a fare festa. A ripeterci che non bisogna adagiarsi mai, perché questo è solo l’inizio del percorso. Si va avanti con una certezza in più».
