Zoe Cristofoli: "Theo Hernandez si comportava male, spariva. Poi ha cambiato la mia vita"
"Non avrei mai pensato potesse diventare il padre dei miei figli". Zoe Cristofoli, compagna di Theo Hernandez, oggi all’Al Hilal dopo gli anni al Milan, si è messa a nudo nel podcast One More Time, ripercorrendo una storia personale e sentimentale fatta di cadute, ripartenze e scelte non scontate. "Ci siamo conosciuti a un compleanno – ha raccontato l'influencer e tatuatrice –. Lui si nascondeva sotto un cappellino, non sapevo nemmeno chi fosse". Solo dopo un messaggio sui social Zoe ha capito di avere a che fare con un calciatore famoso. "Ho pensato: “Va beh, un altro così”. Nessuna aspettativa, nessuna illusione. E invece quella frequentazione, partita in modo leggero, è diventata una relazione che dura da quasi sette anni e da cui sono nati due figli, Theo Junior e Cloe Marie.
La storia d'amore tra Theo Hernandez e Zoe Cristofoli
Un percorso tutt’altro che lineare. "A volte si è comportato male. A volte c’era, a volte spariva", ha ammesso Zoe a proposito di Theo. Ma c’è un punto fermo che ha rivendicato con forza: la propria dignità. "Non potevo andare oltre solo perché stavo con una persona famosa. Poi lui mi ha conquistato, ha iniziato a cambiare. E ha cambiato la mia vita", ha aggiunto. Alle spalle di questa storia d’amore c’è un’infanzia segnata da ferite profonde. Zoe Cristofoli ha ricordato senza filtri il dolore per la separazione dei genitori: "Mi sono arrabbiata tantissimo. Pensavo di essere io la causa. Mi sentivo persa, senza attenzione, senza niente". Ricordi sfocati, un senso di solitudine che l’ha chiusa caratterialmente, salvo poi riscoprire, col tempo, il valore delle relazioni.
L'infanzia difficile di Zoe Cristofoli
Anche le difficoltà economiche hanno inciso: "Non c’erano soldi per i biglietti dell’autobus, a scuola non avevo i libri". Per vergogna, Zoe ha confessato di essersi costruita un’immagine da ribelle. A 14 anni ha iniziato a lavorare, senza rinunciare agli studi: "Mi sono diplomata". Il rapporto con la madre resta complicato ma sincero: "Non ci abbracciamo quasi mai, lei dice di essere più brava come nonna che come mamma". La svolta arriva con il trasferimento a Milano: lavoro duro, sacrifici, collaborazioni anche non retribuite. "Volevo guadagnare, crescere e sfondare".