© LAPRESSE Chiara Ferragni e la fine del Pandoro gate: "Fedez mi ha abbandonata, ora posso rinascere"
Chiara Ferragni brinda al proscioglimento dall’accusa di truffa. Una decisione che chiude due anni difficili e che fa tirare un sospiro di sollievo anche al suo collegio difensivo, guidato dagli avvocati Giuseppe Iannacone e Marcello Bana, che l’hanno assistita nel procedimento milanese. L’influencer ha affidato al Corriere della Sera lo sfogo a caldo: "Quando ho sentito “articolo 531” ho abbracciato Giuseppe, mi sono messa a piangere. Singhiozzavo, sembrava una scena da film". L’articolo 531 del codice di procedura penale sancisce l’estinzione del reato. "So bene cosa significa, così come conosco gli articoli che portano a una condanna", ha sottolineato. Per la 38enne è la fine di un incubo: "Sono stati due anni in cui tutto quello che poteva andare male è andato male. Ma ho sempre pensato che dovesse esserci un bel finale, perché non c’era alcun elemento per parlare di truffa".
Cosa ha detto Chiara Ferragni dopo il proscioglimento per il Pandoro Gate
Ripercorrendo l’inchiesta, Chiara Ferragni ha rivendicato la propria buona fede: "Eravamo all’apice del successo: Sanremo, la serie tv, le grandi campagne globali, progetti benefici importanti. Perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare nell’operazione del pandoro, legata a una piccola iniziativa benefica dalla quale non avremmo guadagnato un euro in più?". Ha dunque ammesso errori di valutazione, ma non l’intenzione di ingannare: "Non abbiamo capito che anche una questione del genere potesse comportare dei rischi se non gestita nel modo giusto. Io vedevo solo l’aspetto positivo, donare un macchinario a un ospedale. Sono stata ingenua, sì, ma mi sono assunta tutte le responsabilità". Se potesse tornare indietro, Chiara cambierebbe metodo: "Mi circonderei di persone con più esperienza. Da business woman, influencer e celebrity so che continuerò a fare errori di valutazione. La gente mi vedeva come perfetta, ma sono umana. Provo emozioni. Mai avrei immaginato di finire indagata e imputata in un procedimento penale: è stata la cosa che mi ha fatto più male". Sugli attacchi ha ribadito: "Ci sarà sempre chi vorrà vedere la malafede. Gli hater fanno parte della mia storia". Il lungo silenzio mediatico è stato una scelta obbligata: "Avevo paura che qualsiasi parola potesse essere usata contro di me. È stato difficilissimo, ma ho voluto affrontare tutto a testa alta perché sapevo di essere innocente".
Chiara Ferragni contro Fedez dopo il proscioglimento in tribunale
Da parte di Chiara Ferragni non manca ovviamente l’amarezza per i rapporti personali: "Quando vinci tutti vogliono salire sul tuo carro, quando hai bisogno tante persone spariscono. C’è chi smette di considerarti e parla male di te, ma c’è stata anche tantissima gente che mi ha dato energia e mi diceva di non mollare". E non sono mancate le dichiarazioni sulla tanto chiacchierata separazione da Fedez: "È arrivata nel mio unico vero momento di bisogno. Mi sono sentita completamente abbandonata. Ho sofferto tantissimo". A starle vicino, per fortuna, "la mia famiglia, mia madre, gli amici più cari, gli avvocati e tante persone comuni che mi incoraggiavano dicendo che la verità sarebbe venuta fuori". Oggi Chiara si sente diversa: "Prima contava essere sempre sulla cresta dell’onda, collezionare successi e applausi. In questi due anni ho fatto un lavoro enorme su me stessa: ho imparato a prendermi cura della mia persona e a credere ogni giorno che la verità sarebbe emersa. Sono un’eterna ottimista. Pian piano tornerò a parlare e racconterò questi due anni senza rabbia".