Londra, chiude all'improvviso Gola, il ristorante italiano amato dai calciatori: "Purtroppo ho dovuto..."
Chiude Gola, uno dei ristoranti italiani più famosi all'estero. Molto amato dai calciatori ma anche da altri personaggi noti. Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno ma che in realtà è stata molto ponderata dal suo proprietario, il pugliese Aaron Rutigliano. Dietro questa decisione due motivi ben precisi: le conseguenze della Brexit e Londra che “ha smesso di essere una capitale europea”. "Sono triste di aver abbandonato Londra dopo tanti anni, ma non vedo l’ora di ricominciare in Italia, per un’altra eccitante avventura. - ha raccontato Rutigliano a Repubblica - Oramai soprattutto Milano e anche Roma sono le nuove capitali europee in Italia: molti stranieri, soprattutto britannici, si stanno trasferendo qui per gli sgravi fiscali, come mi conferma anche il mio avvocato, che si occupa proprio di questo. Sono realtà vive e dinamiche".
Perché il ristorante Gola a Londra ha chiuso
L'imprenditore e chef ha dunque raccontato: "Dopo la Brexit e il Covid, gli europei sono scappati da Londra, trovare personale era un’impresa, gli inglesi non vogliono fare i camerieri, il nuovo sistema dei visti ha aumentato i costi, come sono saliti quelli per mantenere aperto il locale. Oramai resistono solo i ristoranti a cinque stelle e di lusso, che possono decidere i prezzi che vogliono, anche per i loro dipendenti. Per tutti gli altri è una sofferenza continua". E non è finita qui, perché come sottolineato dal titolare di Gola, "negli ultimi anni la clientela è diventata sempre più inglese e meno europea continentale e mi rompevano con richieste come la pasta col pollo, o la carbonara con la panna. Mentre io ho sempre puntato sulla qualità e sulla semplicità, e non volevo cambiare in peggio. In menù avevo messo anche la pizza all’ananas a 400 sterline, per lanciare un messaggio, ma non è servito a nulla".
Ristorante Gola e il legame col mondo del calcio
Come dicevamo tanti calciatori sono passati per il Gola, grazie anche a José Mourinho. "Agli inizi avevo un cartello che pubblicizzava una mia specialità, lo spaghetto alla puttanesca con il merluzzo, che avevo chiamato Special One in onore di José Mourinho, l’allenatore portoghese allora al Chelsea. - ha ricordato Aaron - Una sera ero fuori a fumare e a un certo punto si ferma un Mercedes nero davanti al ristorante, si abbassa il finestrino, e questa persona dentro dice: “Tu mi devi pagare a me”. Credevo fosse un delinquente allora gli ho risposto “ma vaff…, cogl…”. Dopo due sere, si presenta un ragazzo alto con gli occhi azzurri, che mi chiede: “Tu hai detto “fuck off” al mio boss? Era il centrocampista serbo Nemandja Matic, anche lui al Chelsea, che mi riportava un messaggio del suo allenatore, Mourinho". Quest'ultimo non ha mai mangiato al Gola ma Matic ha cominciato a portare i suoi compagni di squadra "Fabregas, Hazard, Pedro e il passaparola ha reso Gola una tappa obbligata per tutti i protagonisti del calcio a Londra, anche italiani, come Vialli e Totti, e tanti agenti del calcio". Tra le tante cose Rutigliano ha poi rammentato che il "passaggio di Eden Hazard dal Chelsea al Real Madrid venne finalizzato sui tavoli di Gola: gli agenti del fantasista belga e i rappresentanti dei Galacticos avevano affittato tutta la stanza sul retro. Tra un limoncello e l’altro, si concluse la trattativa".