Dalle onde all’elettricità: il sistema giapponese che potrebbe cambiare tutto© Matt Hardy/Unsplash

Dalle onde all’elettricità: il sistema giapponese che potrebbe cambiare tutto

Ricercatori di Osaka sviluppano un convertitore per l’energia delle onde: efficienza teorica al 50%, ma servono test in mare aperto per confermarla
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Un nuovo passo avanti nella ricerca sulle energie rinnovabili arriva dal Giappone. Un team dell’Università di Osaka, guidato dal ricercatore Takahito Iida, ha sviluppato un sistema innovativo per sfruttare l’energia delle onde marine, con l’obiettivo di raggiungere il limite teorico massimo di efficienza. Il dispositivo, definito convertitore giroscopico galleggiante, è al centro di uno studio pubblicato sul Journal of Fluid Mechanics. Secondo i ricercatori, il sistema sarebbe in grado di assorbire fino al 50% dell’energia delle onde, una soglia considerata il massimo teoricamente possibile in fisica. L’energia ondosa, generata dal movimento di mari e oceani, rappresenta da tempo una delle frontiere più promettenti nel campo delle fonti rinnovabili. Ma il suo sfruttamento è stato finora limitato dalla difficoltà di mantenere elevati livelli di efficienza in condizioni variabili.

Come funziona il convertitore giroscopico

Il sistema proposto si basa su un meccanismo relativamente semplice ma complesso nella sua applicazione: un volano rotante collegato a un generatore, inserito in una piattaforma galleggiante. Il principio chiave è quello della precessione giroscopica, che consente di trasformare il movimento irregolare delle onde in energia utilizzabile. Quando la struttura si inclina seguendo il moto ondoso, il volano reagisce generando un movimento controllato, che viene convertito in elettricità. Due sono i parametri fondamentali per ottimizzare il funzionamento: la velocità di rotazione del volano e il carico del generatore, regolati in tempo reale. A differenza di altri sistemi, progettati per funzionare in modo efficiente solo in specifiche condizioni marine, il convertitore giroscopico si distingue per la capacità di adattarsi a diverse frequenze d’onda. Questa caratteristica, secondo lo studio, consentirebbe di mantenere un’elevata efficienza anche in scenari variabili. Le simulazioni teoriche indicano che il dispositivo potrebbe raggiungere il 50% di assorbimento energetico su un ampio spettro di frequenze. Ad oggi si tratta di risultati ottenuti in condizioni ideali, basate su modelli lineari del moto ondoso.

Le sfide e le prospettive per le energie rinnovabili

Il passaggio dalla teoria alla pratica resta il principale ostacolo. I ricercatori sottolineano la necessità di testare prototipi in condizioni oceaniche reali, dove fattori come la corrosione, l’usura dei materiali e il consumo energetico del sistema potrebbero ridurre le prestazioni. Nonostante queste criticità, il progetto rappresenta un possibile avanzamento significativo nel settore delle energie marine. La capacità di adattarsi a condizioni variabili potrebbe infatti superare uno dei limiti storici delle tecnologie attuali. Esempi concreti di sfruttamento dell’energia ondosa esistono già, come l’impianto di Motrico, nei Paesi Baschi, operativo dal 2011. Basato sulla tecnologia a colonna d’acqua oscillante, l’impianto produce circa 300.000 kWh all’anno ed è tra i primi in Europa a immettere energia marina nella rete elettrica. Il progetto giapponese si inserisce dunque in un contesto di crescente interesse per le fonti rinnovabili alternative. Se i risultati teorici saranno confermati sul campo, il convertitore giroscopico potrebbe contribuire in modo rilevante allo sviluppo di sistemi più efficienti e sostenibili per la produzione di energia.


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