Il drammatico racconto di Zarco sull'incidente: "È stato terrificante, la gamba bruciava e urlavo di dolore"

Le parole del francese della Honda dopo l'incubo vissuto sul circuito di Montmelò: "Ero già dolorante, mi pento di aver preso parte a quella seconda partenza"
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CATALOGNA (Montmelò) - Alla fine è stato tutto un grande sospiro di sollievo, ma il weekend della MotoGP in Catalogna ha rischiato di trasformarsi in un incubo. La doppia caduta di Alex Marquez Johann Zarco ha tenuto in apprensione gli appassionati di tutto il mondo. E mentre lo spagnolo ha lasciato l'ospedale, il francese ha parlato in un'intervista all'Equipé, con il racconto drammatico di quei momenti.

Zarco sulla ripartenza: "Mi pento, non ero più connesso dopo l'incidente di Alex"

"Ho evitato i pezzi più grossi ma ho comunque colpito un detrito con il piede sinistro - le parole di Zarco sull'incidente di Alex Marquez che ha provocato la prima bandiera rossa -. Quando mi sono fermato ai box avevo un dolore terribile: mi sono tolto lo stivale e il piede era già viola. Abbiamo messo del ghiaccio sull'ematoma e il dolore si è un po' attenuato. Lì avrei dovuto prendere la decisione di rinunciare al resto della gara. Tra le immagini dell'incidente di Alex e quel colpo al piede, mi sono demoralizzato. Non ero più connesso quando ci siamo rimessi in griglia. Mi pento di aver preso parte a quella seconda partenza".

Zarco racconta: "La gamba bruciava e urlavo di dolore"

Alla ripartenza inizia l'incubo del francese: viene stretto tra Bagnaia e Marini, i tre cadono subito in curva-1 con la sua gamba che resta incastrata tra la carena e la gomma della sua Honda. "Mi sono ritrovato con più moto attorno, sono stato risucchiato dalla scia di Marini e non sono riuscito a fermarmi per evitarlo. Ho fatto una serie di capriole insieme alla moto di Bagnaia. La mia gamba sinistra è rimasta incastrata tra la ruota, la sella e lo scarico. Ero bloccato nella ghiaia, urlavo dal dolore, la gamba iniziava a bruciare e tutti quelli che arrivavano attorno a me non osavano toccarmi per paura di aggravare le mie ferite. Allora ho tirato la gamba e mi hanno aiutato. Mi hanno immobilizzato, tagliato la tuta, messo una flebo per farmi smettere di soffrire. Non avevo mai vissuto una cosa del genere, è stato davvero terrificante"


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