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24 Ore Le Mans, dietro le quinte del giorno più lungo

24 Ore Le Mans, dietro le quinte del giorno più lungo

Il diario dalla gara di endurance più famosa del mondo, tra motori, piloti, incendi, birra e champagne.

 

lunedì 15 giugno 2015 15:11

Dall’inviato: Francesco colla

 

LE MANS - Tutto in un giorno. Tutto per quelle 24 ore da leggenda che hanno contribuito a creare il culto della dea Velocità. Verrebbe voglia di baciarlo, quell'asfalto benedetto da tanta gloria e macchiato da troppo sangue, sentendo l'urlo di duecentomila gole mentre cammini in pit-lane. Un colpo d'occhio da togliere il fiato. Tutto cambia affinché tutto rimanga uguale, parafrasando il Gattopardo. Così è per la 24 Ore di Le Mans: tecnologia spinta al massimo e tradizioni quasi centenarie fuse in un connubio senza tempo. Ci sono i prototipi, delicati e sempre più complessi capolavori di ingegneria e c'è l'immutabile entusiasmo del pubblico oceanico e carnascialesco. Orge di birra, costumi carnevaleschi, Ferrari e Jaguar buttate in mezzo metro di fango, l'imperioso aroma delle grigliate. A girare per i campeggi ci si perde in un'umanità variopinta e accogliente. La liturgia del motorsport con tanto di comunione a base di birra e salsicce. Se la notte del sabato, quella della gara, sembra non finire mai, anche la precedente, quella della vigilia è qualcosa di speciale e vista da lontano, un sabba di fuochi, tamburi e motori. Preceduta dall'immancabile parata tra le vie della cittadina francese. Sembra la sfilata del 4 luglio, con le majorette, le bande e i piloti a lanciare sorrisi da macchine d'epoca scoperte.

CAMPIONI - Sabato mattina, la tensione sale, così come l'entusiasmo del pubblico reduce dalla nottata ma non ancora sfiancato. L'edizione 2015, l'ottantatresima della storia della gara, offre grandi (e poi ripagate) aspettative: Audi alla ricerca del 14° successo in sole 17 partecipazioni, Porsche desiderosa di riprendersi lo scettro di regina de la Sarthe, le incognite Nissan e Toyota. Poi Rebellion e le classi minori: le LMP2, la sfida tra le Ferrari 458 e le Aston Martin, Chevrolet e Porsche 911 nelle GTE. Senza considerare i tanti campioni e celebrità presenti, in griglia di partenza o di contorno. A partire dal recordman Tom Kristensen, 9 vittorie in carriera e ora divenuto un venerato ex, Jacky Icxks, altro monumento vivente di Le Man, l'attore pilota Patrick Dempsey sulla sua Porsche, Hulkenberg e Webber.

SALVE ILLUMINANTI - Alle 15.00 del sabato delirio di motori e si parte per il più lungo giorno, con la Porsche n. 18 in pole davanti  alle colleghe di Stoccarda, poi le tre Audi, le due Toyota, le Rebellion e via via tutto lo schieramento delle 55 vetture in gara. Di cui solo 37 avrebbero visto il traguardo: incendi, incidenti, guasti irreparabili. Succede tutto, di più e di continuo, in un susseguirsi ubriacante di bandiere gialle e safety car. Dopo sei ore ci si rende conto di essere ad appena un quarto della gara, che tutto quel che è accaduto è solo un antipasto e il bello deve ancora venire. Mentre si consuma il duello tra Porsche a Audi, con le Toyota dietro e le Nissan impegnate principalmente a portare a termine la gara (anche se nessuna ce la farà), il sole tramonta sulla Sarthe e inizia il vero spettacolo. Si va alla Forza Motorsport, chicane da pazzi dove le LMP1 sfrecciano come traccianti a oltre 300 orari prima di staccare. Salve illuminanti nella notte troppo breve: è già l'alba e in pit-lane non si sono fermati un secondo, coi meccanici a volteggiare nel balletto dei pit-stop, prima di buttarsi a rubare qualche minuto di sonno su un treno di gomme con la sigaretta ancora accesa tra le dita.

DINDO E SINISA - La gara, c'è solo la gara: gli ospiti delle case non hanno scampo e l'incubo di Orwell è realtà, con monitor troneggianti sui vespasiani, nelle numerose ospitality e negli hangar-hotel costruiti appositamente con uno sforzo e un'organizzazione da far invidia ai palazzinari di Dubai. L'Audi, ad esempio, ha costruito una città e in ogni punto del circuito una casa dei Quattro Anelli offre ai penitenti del motorsport un inimmaginabile bengodi H24 e tra un collega collassato e un fotografo svenuto trovi Domenicali, Dindo Capello e Sinisa Mihajlovich che bevono una birra come vecchi amici al bar. Anche questa è Le Mans.

SUGLI SCUDI - Ultime ore, ultime emozioni, scintille in pista: Porsche taglia il traguardo per prima con Hulkenberg sulla 919 Hybrid n.19, a precedere il collega Hartley sulla 17. Per la Casa di Stoccarda è la vittoria numero 17, record assoluto. Delusione in casa Audi, regina della gara negli ultimi anni, costretta cedere lo scettro. La più veloce delle R18 e-tron è comunque arrivata sul podio, quella di Fassler, Lotterer e Treluyer, mentre la numero 7, quella del nostro connazionale Marco Bonanomi è riuscita ad arrivare solo al settimo posto, funestata da tanti, troppi imprevisti. Ma qui nulla va mai come dovrebbe e l'inaspettato è l'unica certezza. Wolfgang Ullrich, numero 1 di Audi Sport, applaude i suoi ragazzi, suonando la carica per il prossimo anno, quando in pista (ci conferma Bonanomi) ci sarà una vettura nuova. Nel frattempo c'è sempre un mondiale da conquistare: in alto i calici e che vinca il migliore.

 

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