Dakar, a Loeb l'ultima ma il Re è Peterhansel. Sunderland trionfa nelle moto

Nelle auto Loeb ha chiuso con un successo il duello con il connazionale ma Peterhansel vince la 13esima Dakar in carriera. Nelle moto, prima vittoria per il britannico in sella alla KTM
Dakar 2017, fango e deserti: le foto più belle 
5 min
F. Colla - F. Porrozzi
TagsDakar 2017

ROMA - Solo 64 km di prova cronometrata separavano Stephane Peterhansel dal vincere la 13esima Dakar in carriera, la settima al volante di un'auto. Come da programma lo Specialista non ha fallito, forte del vantaggio di 5'35" capitalizzato sul compagno di squadra Sebastien Loeb, nella 12esima e ultima tappa della 39esima edizione del rally raid, 786 km totali da Rio Cuarto a Buenos Aires.

PASSERELLA FINALE - Una lunga, estenuante, passerella finale, comunque da non sottovalutare: nonostante l'annullamento di due stage nel corso della competizione, i mezzi avevano comunque 10 dure giornate sulle spalle, così come gli equipaggi. Solo 59 concorrenti sono "sopravvissuti" alle difficoltà di quest'anno e alle 7.56 locali (le 11.56 italiane) Peterhansel ha aperto le danze al volante della 3008 DKR n. 300, seguito dal 9 volte campione di rally.

LOEB NON MOLLA - Peterhansel non si è limitato a gestire il vantaggio e fin dai primi chilometri ha messo in chiaro di voler concludere il raid in bellezza, cercando la vittoria di tappa. Al CP1 Mr Dakar guidava con 7’ di vantaggio sul Cannibale, che non si è dato per vinto: Loeb ha dato tutto ciò che poteva e non solo ha recuperato il ritardo ma ha vinto l’ultima prova cronometrata con 19” di vantaggio sul connazionale.

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MA PETERHANSEL E' RE - Ma ovviamente non è bastato a spodestare Peterhansel dal trono della Dakar. Terzo Giniel De Villiers con la sua Toyota, a 30” dal leader di giornata, a precedere la Peugeot di Cyril Despres a 53”. Quinta la Toyota di Rautenbach, che ha chiuso la prova con 1 minuto di ritardo da Loeb.

PARI MERITO NELLE MOTO - L’ultimo tratto, brevissimo se si considerano gli oltre 9000 km che in poco meno di due settimane hanno consentito ai piloti ad attraversare Paraguay, Bolivia e Argentina, ha premiato a pari merito il francese Adrien Van Beveren (Yamaha) e lo spagnolo Gerard Farres Guell (KTM), giunti con lo stesso identico tempo al termine della speciale conclusiva. 

APPLAUSI PER BARREDA - I due hanno preceduto di 18 secondi uno dei grandi protagonisti di questa edizione, Joan Barreda. Lo spagnolo della Honda, grande favorito per la vittoria finale dopo il ko di Toby Price ma poi penalizzato di un’ora a causa di un rifornimento non autorizzato, ha provato in tutti i modi a recuperare terreno ma alla fine, nonostante una grande dimostrazione di forza, si è dovuto accontentare delle vittorie di tappa e del quinto posto in classifica proprio alle spalle di Farres Guell (terzo) e Van Beveren (quarto).

WALKNER CONCRETO - Quarto di giornata, a 33 secondi è stato l’austriaco Mathias Walkner. Bravo soprattutto nei primi giorni e nella fase finale, il portacolori KTM paga una parte centrale di Dakar che lo ha visto in difficoltà (meccaniche e fisiche) ma che non gli ha negato la gioia del podio assoluto: un secondo posto nella generale che nel 2018 lo farà scattare tra i favoriti. 

GONCALVES, BUON FINALE - Nella top five odierna si è piazzato anche il vincitore della tappa di ieri, Paulo Goncalves (a 1’25”): il portoghese, compagno di squadra di Barreda, non è stato tra i più efficaci nella prima settimana di gara ma nelle ultime tappe ha tirato fuori gli “artigli”, portando in alto insieme allo spagnolo la bandiera della Casa Alata con il sesto posto assoluto.

LA BUONA STELLA DI SUNDERLAND - Sesto di tappa è arrivato il grande protagonista di questa Dakar, Sam Sunderland: alla vigilia, il britannico della KTM era considerato uno degli outsider ma dopo il ritiro di Price e la penalizzazione inflitta a Barreda, una volta in testa è stato bravo a gestire il vantaggio e a non commettere grossi errori, portandosi a casa la meritata vittoria della sua prima Dakar. Un premio importante per un pilota veloce, concreto, calcolatore e freddo nelle fasi importanti di una gara massacrante per fisico e testa.

AZZURRI COSI’ COSI’ - Da segnalare le ottime Dakar delle due rivelazioni dell’edizione 2017, il francese Renet (Husqvarna, settimo nella generale) e Franco Caimi (argentino, alla prima esperienza in sella alla Honda e bravo a chiudere ottavo). Per i colori azzurri, ko Botturi e Cerutti, buoni il 37esimo posto di Agazzi (Honda) e il 38esimo di Ruoso (KTM).

In collaborazione con la redazione Motori di RedBull.com

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