Basta con le norme anti-auto nei Comuni

Le istituzioni, soprattutto a livello locale, impongono e vietano, con quali obiettivi? È la strada giusta?
Basta con le norme anti-auto nei Comuni© LAPRESSE
2 min
Massimo Ghenzer

L’obiettivo del miglioramento dell’aria che respiriamo deve essere globale per produrre gli effetti desiderati. E andrebbe gestito in maniera da evitare scelte ideologiche e fughe in avanti che non ci possiamo permettere sia come educazione dei comportamenti che come risorse economiche. Purtroppo, avviene esattamente il contrario e si varano provvedimenti privi di un chiaro riscontro scientifico per scelta elettorale e ideologica. Abbiamo per anni assistito al blocco della circolazione la domenica ma gli effetti concreti di riduzione di CO2 nell’aria non sono mai stati comunicati tanto quanto il rilievo mediatico dato alla misura di blocco stesso. Il Comune di Milano è un campione di questa serie di provvedimenti restrittivi alla circolazione che stanno trasformando la città in un fortino inespugnabile e ostile agli automobilisti.

Ora si vuole introdurre una misura di limite della velocità in città per aumentare la sicurezza delle strade. È assolutamente condivisibile che si debba guidare ovunque con grande attenzione ai pedoni e alla segnaletica, inclusa la velocità, per evitare incidenti gravi. Ma il problema non si risolve imponendo dei limiti che peraltro già esistono, perché la scelta dei comportamenti corretti è un dovere civico primario, a prescindere dalle direttive. Il percorso si basa su regole scritte e richiede applicazione e riconoscimento da parte dei cittadini dei benefici derivanti dal rispetto delle regole nella convivenza civile. Questa è una fase di grandi cambiamenti e si richiedono nervi saldi, coerenza e scelte non demagogiche da parte delle istituzioni per accompagnare l’evoluzione dei comportamenti dei singoli e dell’intera comunità. In Germania si fa anche di peggio. Mentre si spinge a tutta velocità per il traguardo del 2035 elettrico, si aumenta la produzione di energia da fonti fossili. In questo modo si disorienta il cittadino, consapevole che per ridurre il CO2 non bastano le auto elettriche. L’energia che consumano deve venire da fonti rinnovabili, altrimenti si diminuiscono le emissioni alla fine del processo ma si incrementano a monte. Le istituzioni siano una guida per il cittadino trovando la forza per attuare programmi credibili e coerenti.


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