Le Case europee al bivio

Le Case europee al bivio

Le prime dieci vetture più vendute nel mercato italiano costano ben meno di 30.000 euro
di Massimo Ghenzer
2 min

Il 2025 si chiude con 1.525.722 vetture, meno dello scorso anno che aveva chiuso con 1.558.720. I costruttori europei tengono con fatica ma meglio i premium dei volume, i giapponesi e i coreani sostanzialmente confermano il 2024 mentre i cinesi, come previsto, crescono molto e toccano collettivamente le 100.000 unità nel 2025 ed iniziano il 2026 con un forte abbrivio. Le vetture benzina e diesel continuano a diminuire e sono un terzo del totale. Le ibride nelle tre forme, mild, full e plug-in sono oltre il 50% del mercato. Tutti e tre i tipi di ibrido crescono. La quota maggiore è rappresentata dal mild ma le full e le plug-in insieme sono circa una vettura su cinque venduta. L’elettrico aumenta, raggiunge il 6,2% e si avvicina alle 100.000 unità.

Le prime dieci vetture più vendute costano ben meno di 30.000 euro e questo del prezzo è una costante ed un indicatore chiave da tenere in conto se si vogliono realizzare volumi nel mercato italiano. Il mercato totale è ancora nettamente inferiore al mercato pre Covid, mancano sempre mezzo milione di vetture per i prezzi che generalmente sono troppo alti e i tradizionali modelli a buon mercato sono pochi e molti costruttori hanno cessato di produrli. Questo è il tema centrale che rimane irrisolto per mancanza di volontà imprenditoriale e politica. Bruxelles ha introdotto normative su sicurezza, emissioni e quant’altro che hanno aumentato notevolmente i costi di produzione in particolare delle vetture piccole. Le case hanno cessato la produzione perché non realizzano profitti adeguati. Questo è un problema chiave di cui non si vede la soluzione. Sembra improbabile che la tecnologia e il costo delle materie prime possa fare il miracolo di ridurre notevolmente in basso i costi di produzione. La battaglia per fronteggiare il crescere dei volumi dei cinesi è appena iniziata e i costruttori europei per il momento non hanno una strategia percorribile che allo stesso tempo consenta di mantenere una forte competitività, aumentare i volumi di vendita e realizzare una profittabilità compatibile con gli impegni finanziari di innovazione e di investimento in nuove e più avanzate piattaforme. Il 2026 si presenta come un anno di svolta dove la concorrenza sarà anche più aspra che in passato e i grandi costruttori europei dovranno raddoppiare la loro capacità strategica ed operativa


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