Osservatorio Mobiliktà: Mostrare i valori del brand© EPA

Osservatorio Mobiliktà: Mostrare i valori del brand

di Massimo Ghenzer
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Il primo trimestre di quest’anno vede un mercato dell’auto che aumenta di circa il 10%. Le automobili piccole crescono. Le Case sanno bene che la domanda nel nostro Paese c’è ed è tradizionalmente forte. Un po’ meno di 200.000 italiani vogliono la vettura piccola. Lo sa bene Stellantis, che sta vendendo la piccola elettrica Leapmotor TO3 in volumi crescenti. Si vendono bene anche le vetture intorno ai quattro metri, segmento B, meglio se alte, ma anche le berline si vendono. I Suv di queste dimensioni sono in assoluto i più desiderati dagli italiani, il 30% del totale mercato. Pratiche, spaziose, buone per tutti giorni ma anche per il fine settimana e per le vacanze. Poi ci sono le automobili un po’ più grandi, segmento C, e anche in queste dimensioni gli italiani le vogliono alte più delle berline. In effetti, nel segmento C, i Suv si vendono in grande maggioranza. Questi tre segmenti A, B e C rappresentano più dell’80% del mercato italiano. È stato sempre così, anche se dopo il Covid l’offerta delle automobili del segmento A è diminuita troppo.

Ora si nota un risveglio dal torpore. L’offerta è aumentata e speriamo continui ad aumentare. Il livello di CO2 medio delle nuove immatricolazioni diminuisce ma è ancora ben sopra i 100 grammi a chilometro. Il full hybrid, il plugin e l’elettrico, i più virtuosi in quanto a emissioni, aumentano come volumi di vendita ma i costi sono sempre elevati. Il prezzo è una componente fondamentale nel processo d’acquisto ma non l’unica: gli italiani guardano anche i consumi e l’affidabilità. I cinesi sono consapevoli di questi criteri di scelta e stanno aumentando le vendite in misura elevata. Stanno prendendo quote di mercato crescenti non soltanto per un vantaggio sui prezzi, ma anche per la tecnologia innovativa. I loro motori endotermici hanno un rendimento maggiore e l’ibrido plugin dei cinesi è molto efficiente e consuma meno. Bisognerà fare i conti con il loro sviluppo tecnologico, perché il consumatore non compra per scelta ideologica ma per puro riconoscimento dei valori del brand. Alcuni costruttori stranamente hanno strategie che rincorrono soprattutto le classifiche dei volumi, ricorrono all’aumento degli sconti negli ultimi giorni del mese e fanno un clamoroso autogol. Dimenticano di mettere in risalto i valori tangibili e intangibili del brand, creando confusione sui prezzi reali di vendita.


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