Quale la scelta migliore© ANSA

Quale la scelta migliore

I Costruttorinon hanno ancora trovato una strategia comune per dare chiari segnali alla UE e chiedere finalmente una realistica revisione della tagliola del 2035 elettrico
Massimo Ghenzer
3 min
La corsa verso l’elettrico è in salita. Pochissimi i mercati che hanno abbracciato in pieno questa nuova tecnologia, tutti nell’estremo nord del Continente e numericamente del tutto marginali per il numero di auto vendute. I Costruttori, pur in presenza di chiari segnali dal mercato, che compra ma nettamente al di sotto del programmato, non hanno ancora trovato una strategia comune per dare chiari segnali alla UE e chiedere finalmente una realistica revisione della tagliola del 2035 elettrico. Nel frattempo, rimangono in vigore le penalità milionarie che le case debbono pagare alla UE, per il superamento dei limiti di CO2 relativo alle vetture di nuova immatricolazione. Il limite che ora è di 93,6 grammi a chilometro nel 2030 sarà dimezzato. Più o meno si dovranno vendere il doppio di vetture elettriche rispetto a oggi in Europa. Per il momento le case automobilistiche, anche con l’aiuto della compensazione triennale varata dalla Commissione europea, stanno evitando le multe che tempo fa venivano valutate in 15 miliardi l’anno. La Commissione ha spostato avanti al 2027 il calcolo, dicendo che applicherà una media dei tre anni precedenti. Una foglia di fico, il problema centrale rimane ed è grave. Qualcosa di buono tuttavia sta avvenendo. L’ibrido vero quello pesante, il full hybrid, è in aumento in tutta Europa e il plug-in che si ricarica la notte e la mattina garantisce da 50 chilometri in su in elettrico, ha raddoppiato le vendite. Il mercato dà delle indicazioni sempre molto chiare. Comprare l’elettrico per la città a prezzi contenuti anche in quantità ma per i SUV e le berline rimane una nicchia per gli alti spendenti. Il tema delle ibride plug-in è stato colto in pieno dai cinesi. L’hanno anche evoluto, lanciando il super ibrido. Questi modelli cinesi con motori endotermici ad alto rendimento, intorno al 45%, e con batterie proporzionate, garantiscono anche 100 chilometri in elettrico dopo una carica, magari notturna a corrente alternata a basso prezzo. Senz’altro l’ibrido è una buona notizia per il mercato ma non basta per gli obiettivi delle emissioni medie del 2030 e poi del 2035. Il rischio di penalità milionarie rimane in piedi per i Costruttori europei ed è arrivato il momento di concordare una strategia comune da presentare ai burocrati di Bruxelles per farli ritornare con i piedi per terr

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