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Toyota GT86, la prova della cattiva old school

Toyota GT86, la prova della  cattiva old school

In attesa del debutto della nuova generazione al Salone di New York 2016, abbiamo provato la piccola bad girl giapponese, in grado di garantire tanto divertimento a un prezzo invitante.

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 Francesco Colla

venerdì 18 marzo 2016 01:31

ROMA - In un universo automobilistico in cui si parla più di connettività che di motori, Toyota GT86 è un raro esempio di dura e pura vecchia scuola. Il colosso giapponese vende ogni anno centinaia di migliaia di ibride e se il green rappresenta il futuro (prossimo) del brand, con la GT86 gli uomini Toyota tengono a sottolineare che nella loro grande famiglia c'è anche spazio per una irriverente bad girl erede della gloriosa stirpe Celica. Non è certo destinata a estinguersi: la Casa ha già annunciato che il prossimo 23 marzo verrà svelato al Salone di New York il restyling della GT. Niente di radicale, solo qualche aggiustamento al trucco: la GT86 va bene così.

TESTOSTERONE LOW COST - Anche perché o la ami o la odi, così sfacciata nell'estetica, così "tamarra" con lo spoiler posteriore e il doppio scarico cromato, così bassa che serve la gru per estrarti dall'abitacolo. Eppure talmente divertente e testosteronica che ogni volta piange il cuore a dover scendere. Il tutto unito a un prezzo invitante: con 30.500 euro si porta nel proprio garage una piccola sportiva nata per i drift.

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OLD SCHOOL - Sotto al cofano c'è sempre il motore boxer (Subaru) 4 cilindri da 1998 cc in grado di sviluppare 200 cavalli a 7 mila giri e 205 Nm a 6400 giri\minuto. Le prestazioni? Esuberanti ma non sconvolgenti: da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e velocità massima di 226 orari. Leggermente inferiori, tanto per dire, a quelle di una "normale" Golf GTD. Ma basta sedersi al posto di guida e la GT86 scatena un turbine di vagheggiamenti adolescenziali e ambizioni corsaiole: sedili in pelle con cuciture a contrasto, volante sportivo dalle dimensioni perfette e senza orpelli, leva del cambio corta, pedaliera in alluminio e un sound eccitante che invita a prendere di traverso ogni rotonda. 

JAPAN DRIFT - Ai bassi regimi si apprezzano la maneggevolezza e l'agilità: il motore non è un mostro di potenza e per essere spremuto va portato verso la "zona rossa". Lì inizia il godimento, grazie allo sterzo preciso e al cambio con leva corta dall'escursione limitatissima, la GT86 è una vera mangiacurve. Per divertirsi davvero disattivando i controlli bisognerebbe scendere in pista, ma la soddisfazione di essere scrutati dall'alto al basso (e con malcelata invidia) dai "suvvisti" è enorme. E in fin dei conti va bene così: più cavalli metterebbero a dura prova le capacità del guidatore medio visto il retrotreno leggero e pronto a lasciarsi andare quando si schiaccia il pedale con foga. 

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RAGAZZACCIA PER POCHI - In conclusione la GT86 è un'auto per pochi, ma non per il prezzo. E' fatta per chi ama la sportività e se ne frega se le finiture non sono da top di gamma o se nell'abitacolo manca il gingillo hi-tech o se il divanetto posteriore può ospitare giusto due nani. Per chi vuole un'auto educata e cordiale Toyota offre un'ampia scelta di compatte e berline, ma se alla sera volete divertirvi uscite con una bad girl. 

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