Milano-Cortina, inizia il viaggio della fiaccola olimpica in Grecia. Zoeggeler: "Chiuso il cerchio della mia carriera" 

Mel bosco sacro dell'antica Olimpia, dove nacquero i Giochi quasi tre millenni fa, i primi tedofori sono stati Gaidatzis, Belmondo e il campione dello slittino
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Emozione e parole per nulla banali per Armin Zoggeler, che commentato la sua partecipazione alla cerimonia di accensione della fiamma olimpica per Milano-Cortina 2026, svoltasi nel bosco sacro dell’antica Olimpia, culla dei Giochi quasi tremila anni fa: "É un onore ed un grande orgoglio essere nominato tedoforo e contribuire al viaggio della fiaccola olimpica: ora posso dire di avere quasi chiuso il cerchio della mia lunga parentesi di atleta". Il campione dello slittino, unico atleta nella storia olimpica ad aver conquistato una medaglia in sei edizioni consecutive dei Giochi nella stessa disciplina (due ori, un argento e tre bronzi tra Lillehammer 1994 e Sochi 2014), è stato il terzo tedoforo della staffetta. Alle 11:42 ha ricevuto la torcia “Essenziale” dalle mani di Stefania Belmondo e del canottiere greco Petros Gaidatzis, i primi due portatori che hanno dato il via al lungo viaggio della fiamma. "Per me è stata un’esperienza molto emozionante", ha aggiunto Zoggeler, che nel 2006 era stato portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Torino. Ancora: "Ho potuto respirare ancora da vicino l’autenticità dell’atmosfera olimpica. I Giochi di Milano Cortina 2026 sono una grande opportunità per il nostro sport e una vetrina importante anche per gli atleti altoatesini. Alle ragazze e ai ragazzi che “giocheranno” in casa voglio dare un consiglio: focalizzatevi solamente sulla gara, non fatevi condizionare da tutto quello che c’è intorno e trasformate unicamente la preparazione e l’allenamento in gara". La fiamma, che verrà portata in Italia da oltre 10.000 tedofori, toccherà per la prima volta l’Alto Adige il prossimo 27 gennaio, partendo da San Vito di Cadore e raggiungendo la provincia autonoma di Bolzano in giornata.  

Milano-Cortina, la fiaccola è stata accesa in Grecia 

In mattinata la grande sacerdotessa ha offerto la fiamma al primo tedoforo, il canottiere greco Petros Gaidatzis, medaglia di bronzo a Parigi 2024, che ha acceso la fiaccola di Milano-Cortina 2026. Battezzata “Essenziale” per il suo design minimalista, la fiaccola è realizzata in lega di alluminio e ottone riciclati, pesa 1060 grammi e sottolinea la purezza della fiamma olimpica e il suo profondo valore simbolico. A Gaidatzis è stato consegnato anche un ramoscello d’ulivo, tradizionale emblema di pace e fraternità tra i popoli. Nel cortile del museo archeologico di Olimpia, la campionessa italiana Stefania Belmondo ha poi affiancato Gaidatzis e insieme hanno proseguito la staffetta. L’ex fondista cuneese, una delle atlete italiane più decorate della storia olimpica con dieci medaglie in carriera – tra cui gli ori di Albertville 1992 e Salt Lake City 2002, distanti esattamente dieci anni – era stata l’ultima tedofora ai Giochi di Torino 2006, quando accese il braciere nello Stadio Olimpico. Accanto a Gaidatzis, Belmondo raggiungerà la stele di marmo che segna il luogo in cui è sepolto, in un’urna di bronzo, il cuore del barone Pierre de Coubertin, fondatore dei Giochi olimpici moderni.

 

 

 


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