Tomasoni, un argento nel nome di Matilde e di #Matildina4safety
"La Fondazione si pone l’obiettivo di sensibilizzare sciatori, atleti, famiglie, allenatori e Istituzioni sportive sull’importanza della sicurezza, fornendo strumenti, conoscenze e supporto per ridurre i rischi e promuovere una pratica sportiva più responsabile. La sicurezza non è solo un insieme di regole, ma una cultura da diffondere". L'argento di Federico Tomasoni nello skicross olimpico e la sua dedica a Matilde hanno commosso l'Italia. E hanno acceso i riflettori su #Matildina4safety, la fondazione che i genitori della sciatrice, con una forza d'animo e un altruismo ammirevoli, hanno lanciato per onorare la memoria della figlia, vittima del tragico incidente in allenamento, il 28 ottobre 2024, in Val Senales. Sono già 6.200 i donatori che hanno aderito all'iniziativa. Si legge sull'home page del sito web, "si fonda su tre pilastri fondamentali: educazione, prevenzione e sostegno. Educare significa trasmettere ai giovani atleti e a chi li circonda le competenze necessarie per riconoscere e gestire i pericoli. Prevenire vuol dire agire prima che si verifichino incidenti, aumentando la sicurezza sugli sci, lavorando su regole e procedure, investendo in formazione e sensibilizzazione, ma anche nell’evoluzione dei dispositivi di sicurezza attualmente in uso. Uno degli asset principali della Fondazione sarà infatti quello di individuare, sviluppare e promuovere nuove soluzioni tecnologiche per migliorare la sicurezza degli atleti, contribuendo così a rendere lo sport sempre più sicuro e innovativo. Sostenere Matildina4Safety, infine, significa essere presenti, offrendo aiuto concreto e continuo a chiunque condivida il nostro impegno per la sicurezza. Ascoltiamo ogni idea, scrivi a: info@fondazionematildelorenzi.it".

Adolfo Lorenzi dopo l'impresa di Tomasoni
Ha raccontato Adolfo Lorenzi, il papà di Matilde dopo l'impresa di Tomasoni: "La medaglia di Federico? Un pezzo è anche della nostra Matilde. È un sogno al quale Federico aveva puntato ancora ieri. Ha portato la nostra Mati con sé. È stato un desiderio che si è realizzato anche per noi. Solo chi la vive capisce quanta felicità stiamo provando. Hanno sciato in due. Ci hanno scritto centinaia di persone, e per noi è molto importante. Ci aveva fatto vedere in anteprima quel casco. Federico è un ragazzo d’oro. Come Simone Deromedis conosce il valore dei sacrifici e della disciplina. Noi ritenevamo che la nostra Mati fosse speciale. Quindi, non poteva fare altro che trovare un ragazzo speciale. Lucrezia, la sorella di Matilde era sulle piste. Continua a essere nell’Esercito. Proverà il master istruttori. È già maestra, collabora con lo sci club del suo ragazzo. Sta in caserma e segue anche la Fondazione". I cui obiettivi trovano nuovo slancio nell'argento di Tomasoni che ha il merito di averli portati in primo piano: "Il nostro intento non è quello di introdurre vincoli o nuove restrizioni, ma di costruire, insieme agli attori del territorio e agli operatori del settore, una base comune di buone pratiche, linee guida tecniche e possibili riferimenti regolamentari. L’obiettivo è garantire un utilizzo più chiaro, efficace e sicuro delle piste da sci dedicate agli allenamenti, in un contesto che sta diventando sempre più complesso, competitivo e affollato. Allenatori, gestori di impianti, maestri di sci, atleti e istituzioni sportive sono tutti chiamati a contribuire a questo processo, che vuole promuovere la sicurezza, l’equità di accesso e la sostenibilità delle attività sportive in montagna. Vogliamo valorizzare le esperienze già attive, ascoltare i bisogni reali degli operatori sul campo e raccogliere idee, soluzioni e proposte che possano essere trasformate in strumenti utili per tutti". Il sole di Matilde splende sempre.