Olimpiadi Scherma, Cipressa alla Di Francisca: "Voltafaccia disgustoso"

Il Ct dell'Italia replica alle accuse dell'ex atleta: "Ok le critiche, non gli insulti"
Olimpiadi Scherma, Cipressa alla Di Francisca: "Voltafaccia disgustoso"
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L'Italia del fioretto ha chiuso le Olimpiadi di Tokyo 2020 con l'argento di Daniele Garozzo e il bronzo della squadra femminile, oltre al quarto posto di Alice Volpi. Si poteva fare di più e l'amarezza è tanta. Non mancano nemmeno le critiche. "Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purchè esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte. Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia 'disgustosi' da chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. Il riferimento alla ex fiorettista jesina che, dall'alto del suo ruolo di 'opinionista' sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato sminuendo pure il valore di atlete che, se pure non quello sperato, hanno ottenuto un risultato olimpico degno di rispetto, non è assolutamente velato, anzi". Questa la replica del ct del fioretto azzurro Andrea Cipressa a Elisa Di Francisca, che nei giorni scorsi lo aveva aspramente criticato per le scelte, evocando un cambio di guida tecnica e provocando anche una dura reazione di Julio Velasco che aveva definito quelle della jesina 'dichiarazioni disgustose'. "Ringrazio Velasco per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce".

Tokyo 2020, Di Francisca attacca la scherma. Velasco: "Disgustosa"

Cipressa risponde alle critiche della Di Francisca

"Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione- ha scritto Cipressa su Facebook -. Succede che, anche quando hai lavorato sodo e curato ogni dettaglio, le cose non vadano come avevi sognato. Chi gareggia per vincere sa che la sconfitta è parte del gioco. Anche la più cocente. Fa male e brucia ma, nel calendario della mia mente, le più crudeli cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come uomo di sport e come persona. Quando pensi a un campione o a una persona di successo, generalmente pensi alle sue medaglie, alle sue vittorie epiche, ma difficilmente pensi alle sconfitte e alle delusioni o alle volte in cui si è sentito sopraffatto e ha pensato magari di mollare. Cadere è il rischio dell'imparare a camminare. È importante mantenere la fiducia e riprovare. Ho sempre pensato che la sconfitta in una gara, pur dolorosa, non è una sconfitta nella vita. A prescindere dall'entità della sconfitta non si perde il proprio valore, questo lo dico a tutti quelli che mi attaccano personalmente perchè le loro aspettative non sono state del tutto soddisfatte"

Olimpiadi, programma 1 agosto

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