Bologna, Schouten è diventato fondamentale per il centrocampo

Anche Svanberg alla ribalta, Skov Olsen sta crescendo. E il valore dei loro cartellini continua a salire: il club sorride
Bologna, Schouten è diventato fondamentale per il centrocampo© LAPRESSE

BOLOGNA - L’oro del Nord ha la faccia pulita, gli occhi liquidi, l’aria fiera. Sono i ragazzi terribili di Sinisa Mihajlovic, tutti bravi, tutti votati al sacrificio. Su tutti, uno: lui, Jerdy Schouten. E’ lui il vero crack di questo campionato, dell’ultimo mercato rossoblù. Inizio timido, un infortunio immediato, l’avventura di Schouten sotto le due torri era partita con il piede sbagliato. Riccardo Bigon aveva predicato pazienza, Walter Sabatini pure. Avevano ragione loro. Adesso Schouten è l’elemento fondamentale del centrocampo. Come Poli, più di altri. Arrivato per poco meno di 3 milioni di euro, adesso Schouten proietta il suo talento e fa alzare il prezzo. Anche contro il Genoa sarà della partita, è ormai pilastro del centrocampo. La sicurezza di Schouten, la sua padronanza del calcio italiano, della Serie A, stanno facendo lievitare il prezzo. Saputo sarà in tribuna per la sfida contro il Genoa. Una partita che ancora una volta dirà molto della stagione rossoblù. L’ultimo scatto verso l’Europa è lì. Anche per questo Mihajlovic vuole i suoi gioielli lucidati a nuovo. Compreso Mattias Svanberg, il ragazzo svedese che contro la Roma ha dato il suo contributo. Anche il suo campionato era partito in salita. Classe 1999, dopo un periodo di adattamento adesso Svanberg può prendersi la scena. Contro il Genoa anche lui si candida per una maglia da titolate. Di nuovo. Come era successo a Roma. Rientra Poli, ma il suo contributo può essere determinante.

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Gli altri

Il mercato del Bologna guarda al mondo, ma ha indirizzi precisi, chiari, evidenti. Come quello di valutare centro e nord Europa come zone di valore. Lì, il Bologna ha già pescato molto, è un mercato che permette ancora acquisti a prezzi contenuti. I dirigenti avevano iniziato con le incursioni legate a Krejcì (Repubblica Ceca) e Adam Nagy (Ungheria). In quella zona erano stati valutati altri profili, pedine che poi non sono arrivate. Però l’elenco è lunghissimo: Svanberg, Schouten, Denswil (olandese, anche se l’età è più alta), ma anche Lappalainen (girato poi ai Montreal) e ovviamente Skov Olsen, che in questa chiave è ancora un po’ indietro nelle gerarchie di squadra. Anche lui, danese, 20 anni, sta provando a ritagliarsi un posto, o almeno qualche presenza. Lentamente, con i suoi tempi. Ma con la determinazione che dalle sue parti hanno sempre.

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