Bologna competitivo? A Mihajlovic serve una prima punta

Mihajlovic lo ha ripetuto anche dopo l'Inter: "Ci manca solo il gol, ma è una storia vecchia..."
Bologna competitivo? A Mihajlovic serve una prima punta© LAPRESSE
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BOLOGNA - Se Joey Saputo e gli uomini che governano il Bologna vogliono ancora Sinisa Mihajlovic come allenatore sanno bene cosa devono fare, al di là del contratto in essere che le due parti hanno fino al giugno del 2023. Anche perché nel caso in cui per qualche attimo avessero fatto orecchie da mercante, Sinisa continua a ricordarglielo tutte le volte in cui gli viene posta la domanda riguardante il suo futuro. Ora, è evidente che se dovesse arrivare per Miha una proposta da parte di una società italiana o straniera che pensa in grande, né Saputo né i suoi ministri potrebbero fare niente per fermarlo, ma in questo caso non avrebbero alcuna responsabilità, il discorso cambierebbe nel caso in cui Sinisa decidesse di andarsene solo perché il proprietario gli facesse sapere di non voler rafforzare l’attuale squadra, perché se così fosse per il Bologna sarebbe una sconfitta. Non dimenticando tra l’altro come Claudio Fenucci e Walter Sabatini ci abbiano messo già la faccia per informare sia lo stesso Mihajlovic che il prossimo di voler accontentare il tecnico. Che non vuole prendere di nuovo a calci le proprie ambizioni, essendosi stancato di vivacchiare nelle prime posizioni della facciata destra della classifica.

La storia della punta

Certo, quale sarebbe il primo acquisto da fare per rafforzare questo Bologna è il segreto di Pulcinella, Sinisa lo ha sottolineato anche alla fine di Bologna-Inter, «ci è mancato solo il gol, ma è una storia vecchia». Come dire: da due anni giochiamo senza una prima punta e stiamo adattando in questo ruolo Palacio e Barrow, che prime punte non sono. Aggiungiamo noi: potrà sembrarvi strano, ma contro l’Inter il Bologna ha pagato anche la squalifica del campione argentino, perché come prima punta Palacio è almeno a oggi più forte di Musa Barrow [...]

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