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Meraviglia Chiesa: «L'umiltà è la chiave per volare in alto»

Meraviglia Chiesa: «L'umiltà è la chiave per volare in alto»

L'esterno della Fiorentina è uno dei testimonial della nuova campagna Sky

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di Francesca Fanelli

venerdì 1 settembre 2017 09:37

ROMA - La meglio gioventù. Bello chiamarla così, mica fa solo scena, perché è davvero una banda di ragazzotti che potrà scrivere il nostro futuro nel mondo del pallone. E lui è uno di questi. Federico Chiesa parte avvantaggiato per via di papà che già qualcosa deve avergli spiegato, oltre che passato via dna e durante le pappe da bambino. Quelle magie, quel senso del gioco e poi la passione, la gioia e il piacere nel correre su un campo verde. Il backstage dello spot Sky, di cui è uno dei testimonial, è stato occasione per confessioni rilassate su passato, presente e futuro. Tutta una vita dietro e una davanti. Si chiama #NuovoInizio la campagna e per Federico è proprio una storia da scrivere giorno per giorno.

Lui che ha studiato inglese per anni, che ha basi solide anche oltre il calcio. Lui ha già fatto tante esperienze, ma il primo amore non si scorda mai. Un episodio può cambiare la vita, instradarla verso scenari precisi. Ti si scrive dentro. Anche lui ne ha uno, era appena un bambino: «Quando mio padre mi regalò nel 2000 il pallone autografato della Fiorentina, c’erano le firme di tutti i giocatori. Ero molto piccino, avevo quattro anni, però, questo è il mio primo vero ricordo». Da allora a oggi, il passo è stato breve. «È sempre stato il mio sogno, perché sono stato influenzato molto da mio padre, essendo stato un giocatore molto importante. Da piccino mi è subito piaciuto il calcio, però, vedendo mio padre giocare allo stadio, questo ha ingrandito il mio sogno e la voglia di diventare un calciatore».

Per lui molti club sarebbero pronti a fare follie e un po’ hanno anche provato. È un bravo ragazzo e ha talento. Non facile di questi tempi. Non sembra uno da grilli per la testa, anzi. Le sue idee sono chiare: «L’umiltà è un valore importante nel calcio e serve ad arrivare a fare grandi cose, come ci insegnano i grandi campioni». Il suo calcio è tecnica ma anche emozione: «È unica. Da fuori non lo puoi capire veramente, come quando sei in campo e giochi con l’emozione, l’adrenalina e tutto. Veramente, io quando gioco sono io e il pallone. Mi assento da tutto, sono io solo con il pallone e mi concentro su quello. È sempre un’emozione, sono felicissimo di praticare questo sport, visto che è la mia passione». Lui, il presente (viola) e il futuro (azzurro e anche altro forse).

Vietato correre: «Come abbiamo visto anche all’Europeo Under 21, siamo in buone mani per il futuro, secondo me, perché abbiamo giocatori di talento, ma con la testa, umili, che danno tutto per la maglia e mettono sempre il campio 110%. Quindi, per il futuro, secondo me, siamo in buone mani». Il ragazzo ha tutto per sfondare. Faccia pulita, buone maniere (gli studi all’International School of Florence sono serviti), tecnica di base (accelerazione, tiro e cambio di passo, grande disponibilità ai rientri in fase difensiva). Fategli largo.

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