Djokovic, i segreti del successo: dieta, yoga, meditazione e capoeira

Ecco tutti i segreti della longevità di un campione senza tempo. Cercava spazio tra Federer e Nadal, ma ha finito per spodestarli
Djokovic, i segreti del successo: dieta, yoga, meditazione e capoeira© Getty Images
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Lorenzo Ercoli

Dall’esilio al decimo Australian Open, Novak Djokovic ha rispettato i pronostici e ha chiuso n cerchio di 365 giorni dove è successo di tutto. Complessivamente sono quindici anni che il serbo è sulla cresta dell’onda, dal primo trionfo slam ottenuto proprio a Melbourne nel 2008. Da ventunenne di talento che sognava di irrompere prepotentemente nel duopolio Federer-Nadal, Djokovic ha lanciato tre lustri di trionfi dove ha raccolto 22 titoli slam in 33 finali disputate (l’uomo ad averne giocate di più nella storia, meglio di lui solo Chris Evert a quota 34, ndr), diventando così uno degli atleti più longevi della storia di questo sport. 

I segreti di Novak


L'anno in cui la visione del giovane Nole si è realizzata è il 2011, stagione dove inizia a vincere e non si ferma più. Sette titoli consecutivi con una striscia di 43 vittorie di fila e soprattutto un nuovo segreto nella dieta. Dopo aver scoperto l'intolleranza ad alcune sostanze come il glutine il serbo smise infatti di mangiare diversi alimenti, su tutti pizza, pane e pasta. La prima conseguenza di questi accorgimenti fu la perdita di peso, che contribuì ad un nuovo equilibrio che si tradusse poi in maggior fluidità in campo. 
La maniacalità per l’allenamento, che già lo caratterizzava nei primissimi anni da professionista, è stata affinata fino ad alzare ad un nuovo livello l’asticella. Dallo stretching al tradizionale lavoro di campo passando per lo yoga, la capoeira, la meditazione ed il recupero post allenamento. Dal 2011 ad oggi l'unico anno in cui Djokovic non è riuscito a conquistare un titolo slam è stato il 2017, stagione in cui si fermò dopo Wimbledon per un infortunio al gomito. Questo rimane uno dei rari stop del tennista di Belgrado, che rispetto a Rafael Nadal ha sofferto meno a livello di infortuni, anche dopo aver superato i 30 anni. 

 

Gli stop e la nuova rinascita


Recordman per numero di settimane complessive passate da numero uno del mondo, Djokovic questo lunedì guarda tutti dall’alto per la 375ª settimana in carriera. Il calo di classifica della scorsa stagione è stato un falso allarme dettato soprattutto dai tanti tornei saltati (due slam e quattro Masters 1000, ndr) per la sua scelta di non vaccinarsi e dall’edizione di Wimbledon che non ha assegnato punti per decisione dell’ATP in seguito al ban di tennisti russi e bielorussi. 
A trentacinque anni Djokovic ha dominato l’Australian Open 2023 rintuzzando ancora una volta l’assalto di quella prima ondata next gen arrivata ormai ai ventiquattro anni d’età. Il problema alla coscia sinistra è stata l’unica incognita apparente delle due settimane e nel futuro immediato solo gli acciacchi fisici sembrano poter impedire all’allievo di Goran Ivanisevic di giocare da favorito quasi ogni settimana. Ha indicato la testa ed il cuore, ma il campione di Belgrado aveva soprattutto tanta voglia di rivalsa dopo le polemiche del 2022. Il trionfo su Tsitsipas è valso l’aggancio a Rafael Nadal a quota 22 e con lo spagnolo ai box la strada per il record di slam appare più in discesa che mai.  


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