Volandri e la frase su Sinner dopo il ko con Djokovic: "Lui freddo? La verità è un’altra"

Prima della Coppa Davis il capitano dell'Italia esalta l'altoatesino, grande protagonista nelle Nitto Atp Finals: ecco cos'ha detto
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Edoardo Innocenti

Ci sono limiti che non esistono più per il tennis italiano. Lo ha dimostrato Jannik Sinner alle Nitto ATP Finals, proverà a confermarlo la Nazionale, pronta per la fase finale di Coppa Davis in programma da oggi a domenica 26 novembre a Malaga. L’Italia giocherà giovedì contro l’Olanda un insidioso quarto di finale, ma capitan Filippo Volandri vuole pensare solo positivo: «Preoccupato per le energie spese da Sinner a Torino? No. Sono contento per il risultato che ha ottenuto e per il livello che ha espresso, a prescindere da come arriverà a Malaga. Ha comunque tre giorni per recuperare. Sono felice».

Volandri e il 'fuoco' di Sinner

Cori da stadio, empatia, occhi lucidi. Le scene del Pala Alpitour non hanno probabilmente precedenti nella storia del nostro tennis per quanto riguarda il rapporto tra un giocatore e i suoi tifosi: «Fa parte della nostra cultura. Si sale e si scende dai carri in due secondi. Lui lo sa e prende il buono che c’è, in questo caso avere 12.500 persone a sostenerlo. Ha assorbito energia e l’ha tenuta dalla sua parte cercando di aumentarla ulteriormente, è stato bellissimo». Volandri ci tiene anche a smentire l’idea che Sinner sia freddo fuori dal campo: «Chi lo conosce lo sa. Non è più freddo degli altri, ha solo un modo diverso di esternare le sue emozioni. La verità è che se dentro non avesse un fuoco gigante non farebbe quello che fa. Da questo punto di vista è diverso dal classico altoatesino che possiamo avere in mente come stereotipo: Jannik ha il fuoco dentro. Quando indossa la maglia della Nazionale non avete idea della carica che ha».

Davis, l'esempio di Sinner per gli azzurri

Il ragazzo dai capelli rossi più celebre del Belpaese si è reso protagonista di una cavalcata entusiasmante nella seconda parte di questa stagione. Vittorie su vittorie, record su record: «Ha dimostrato che nulla è impossibile e che può battere tutti. Che tutto può succedere. Poi è ovvio che non sarà sempre così: arriverà il momento in cui qualcosa girerà storto, ma Sinner ha la capacità di saper gestire anche quei momenti. Capitavano a Roger Federer, a Rafael Nadal e a Novak Djokovic, ma parliamo di campioni con qualità di gestione differenti dagli altri. È importante la consapevolezza di poter vincere con tutti».

Italia, il punto di Volandri prima della Davis

Il resto della squadra sarà composto da Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Matteo Arnaldi e Simone Bolelli: «Stanno bene. Siamo alla fine della stagione per tutti, vale per ogni nazionale». E poi gli chiediamo come sta lui, che da quando è diventato Capitano a gennaio del 2021 è stato diverse volte criticato. Secondo alcuni non sarebbe stato bravo a gestire un gruppo forte, che tuttavia è stato spesso privo dei suoi giocatori migliori a causa dei problemi fisici che hanno frenato lo stesso Sinner ma anche Matteo Berrettini, che non giocherà ma a Malaga c’è per tifare, come già successo, e fare gruppo. «Io sto benissimo - afferma sorridendo Volandri -. Più mi avvicino all’evento, meglio sto. Paradossalmente fatico di più quando manca tanto tempo alla competizione. Non lo so, io funziono così (ride, ndc). Più mi avvicino, più sto bene, più dormo bene, più sono carico».

Coppa Davis, Volandri 'convoca' i tifosi

Le imprese di Sinner a Torino hanno messo il tennis al centro del bar sport del nostro Paese. Anche chi non conosceva il regolamento, il punteggio e le basi dello sport che si gioca con una racchetta e una pallina gialla adesso ne parla con orgoglio di coinvolgimento. Volandri si augura che l’entusiasmo trasporti gli azzurri anche in Davis: «Spero di avvertire lo stesso calore che ha aiutato Jannik a performare meglio. A prescindere da quanti spettatori siano seduti in tribuna, Sinner ha sentito per tutta la settimana di essere spinto da un’intera nazione. È un discorso che forse vale ancora di più quando si parla di Davis, di squadra, di Italia. Sentire quella spinta ci aiuterebbe a far meglio».


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