Pagina 2 | Berrettini si commuove dopo la vittoria in Davis: "Mi siete mancati". Il pubblico reagisce in modo pazzesco

Il tennista romano si emoziona per il primo punto conquistato con l'Italia ai quarti con l'Austria: "Mi siete mancati da morire"

Inviato a Bologna - Berrettini si emoziona e si commuove. L'Italia soffre e parte bene ai quarti con l'Austria, Bologna è tutta con Matteo. Dopo la vittoria in due set con Rodionov, dagli spalti parte l'ovazione per il tennista romano che dopo aver annullato tre set point all'austriaco aveva invocato il pubblico a sostenerlo ancora di più. Berrettini ha lottato e combattuto come un leone. In mattinata secondo alcune voci era in dubbio per un mal di schiena, ma oggi ci voleva molto di più per metterlo fuori dai giochi.

Berrettini, emozioni da brividi: "Grazie"

Alla fine ha gli occhi lucidi, questa atmosfera gli era mancata troppo. Da Malaga a Bologna, si riparte con una vittoria. Quando parte l'intervista dopo il match, Berrettini fa fatica a parlare all'inizio perché i cori per lui sono assordanti. "Olé, olé, olé, Matteo, matteo!", grida il pubblico dagli spalti: "C'è poco da dire, se non che mi siete mancati da morire e questo è il motivo per cui gioco a tennis, per queste emozioni, per questo pubblico, ed è per questo che gioco la Davis, grazie". 

L'incoraggiamento a Cobolli: "Daje"

Berrettini ha annullato tre set point sul 5-4 per Rodionov nel secondo set grazie al servizio, la sua arma vincente, è ha fatto letteralmente impazzire l'Arena. "Cosa mi è passato per la testa in quel momento? Che non stavo giocando solo per me e per la squadra, ma per tutti e quindi non si può mollare, nemmeno un break sotto e 0-40, bisogna lottare. Questo è il bello di questa competizione, bisogna portare a casa un punto alla volta. Provo grande gioia per la mia partita, ma ora tocca a Flavio Cobolli quindi serve il vostro incitamento. Daje!".


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Berrettini e il mal di schiena: "Sto bene, facciamo gli scongiuri..."

In conferenza stampa poi Berrettini ha chiarito di stare bene e sentirsi in forma. Quelle sul mal di schiena erano solo voci: "Tu come mi hai visto? Non so perché è uscita questa cosa, ha sorpreso anche noi e ne abbiamo parlato. Al di là di questo, da quando ho deciso di fare questo tipo di sport a questo livello non mi ricordo mai di essere arrivato in maniera perfetta. Facciamo uno sport che richiede uno sforzo fisico, psicologico alto, quindi è normale. Ovviamente ringrazio sempre a prescindere il team medico, ma io veramente sto bene e ieri mi sono allenato meglio di come ho giocato oggi, faccio gli scongiuri, perché non mi piace parlare di infortuni". 

Berrettini su Sinner e Alcaraz: "Quando giocano loro sembra un flipper..."

Sinner e Alcaraz sono i grandi assenti. A Torino avevano lanciato la loro proposta: giocare la Davis ogni due o tre anni. Anche Berrettini pensa che qualche modifica sarebbe opportuna: "Ovvio che per fortuna o per sfortuna, non sono né Carlos né Jannik e quindi ho programmazioni diverse e impegni diversi. Capisco che per loro sia una stagione molto intensa e nonostante Alcaraz avesse programmato di giocarla, poi il suo corpo gli ha detto 'Carlitos ti devi fermare un attimo'. Si parla tanto di calendari, ma non si parla tanto dello sforzo psicofisico che c'è dietro a tutto. Il tennis si sta evolvendo e la fisicità è sempre più intensa. Quando vedo giocare quei due sembra un flipper, una roba veramente veloce. Noi giochiamo sempre più tornei, sempre più giorni e per la salute non è proprio il massimo. Una soluzione potrebbe essere giocare la Davis ogni due anni, accorciare il calendario sarebbe una cosa necessaria, ma capisco che ci sono interessi dietro".  


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Berrettini e il mal di schiena: "Sto bene, facciamo gli scongiuri..."

In conferenza stampa poi Berrettini ha chiarito di stare bene e sentirsi in forma. Quelle sul mal di schiena erano solo voci: "Tu come mi hai visto? Non so perché è uscita questa cosa, ha sorpreso anche noi e ne abbiamo parlato. Al di là di questo, da quando ho deciso di fare questo tipo di sport a questo livello non mi ricordo mai di essere arrivato in maniera perfetta. Facciamo uno sport che richiede uno sforzo fisico, psicologico alto, quindi è normale. Ovviamente ringrazio sempre a prescindere il team medico, ma io veramente sto bene e ieri mi sono allenato meglio di come ho giocato oggi, faccio gli scongiuri, perché non mi piace parlare di infortuni". 

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Sinner e Alcaraz sono i grandi assenti. A Torino avevano lanciato la loro proposta: giocare la Davis ogni due o tre anni. Anche Berrettini pensa che qualche modifica sarebbe opportuna: "Ovvio che per fortuna o per sfortuna, non sono né Carlos né Jannik e quindi ho programmazioni diverse e impegni diversi. Capisco che per loro sia una stagione molto intensa e nonostante Alcaraz avesse programmato di giocarla, poi il suo corpo gli ha detto 'Carlitos ti devi fermare un attimo'. Si parla tanto di calendari, ma non si parla tanto dello sforzo psicofisico che c'è dietro a tutto. Il tennis si sta evolvendo e la fisicità è sempre più intensa. Quando vedo giocare quei due sembra un flipper, una roba veramente veloce. Noi giochiamo sempre più tornei, sempre più giorni e per la salute non è proprio il massimo. Una soluzione potrebbe essere giocare la Davis ogni due anni, accorciare il calendario sarebbe una cosa necessaria, ma capisco che ci sono interessi dietro".  


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