© EPA Sonego esclusivo: "Ecco chi può insidiare Sinner e Alcaraz. Io ho un sogno per il 2026..."
Alla Rafa Nadal Academy per costruire un grande 2026. Lorenzo Sonego, dopo il trionfo in Coppa Davis, è volato a Maiorca per preparare la nuova stagione. Senza coach Fabio Colangelo, con cui ha terminato un grande lavoro («Sono migliorato tantissimo»), ma con un allenatore di grande esperienza in più come Vincenzo Santopadre («Che conosco e ammiro da sempre»). Maiorca, un’ultima fase di preparazione invernale a Torino, e poi in volo verso Hong Kong e quindi l’Australia. «Voglio avvicinarmi e superare il mio best ranking di numero 21. La Davis? Una Nazionale di amici veri, un gruppo straordinario».
A proposito di Davis. Lei nel 2022 fu chiamato all’ultimo minuto a subentrare per la fase finale, quest’anno è accaduta la stessa cosa.
«Nel 2022 Volandri mi chiamò mentre ero alle Maldive. Subito dopo l’atterraggio mi andai ad allenare e vinsi due grandi match con Tiafoe e Shapovalov. Stavolta ero già a Torino, mi sono fatto trovare pronto, non mi costava nulla aspettare».
Il clima in Nazionale, dall’esterno, è parso magico.
«È molto buono, noi ragazzi siamo davvero uniti. Io e Matteo siamo legati e ci conosciamo da una vita, con Vavassori siamo cresciuti insieme e lo stesso può dirsi per Cobolli e Berrettini; con Bolelli, inoltre, ho vissuto tante emozioni in Nazionale. Far gruppo, così, è più facile. In una squadra di amici viene da dare, se possibile, qualcosa in più. È naturale che questo senso di unione si sia percepito anche all’esterno. E poi l’atmosfera in casa è stata magnifica».
E pensare che senza quei quattro match point da lei annullati a Jarry nel 2023, oggi non vanteremmo tre Davis consecutive.
«Non soltanto per quel mio match, ma l’intera giornata contro il Cile. Avevamo perso 3-0 contro il Canada ed eravamo spalle al muro. Ha vinto Arnaldi, ho vinto io annullando match point a Jarry, poi il doppio. Quella è stata una svolta».
Però la sfida a Jarry rimane nella storia.
«Questo sono io. Sono abituato a queste partite, mi piacciono. Nella mia carriera se ne contano tantissime, sia nel bene che nel male».
Qual è stato il momento più duro.
«Fabio (Colangelo; ndr) è diventato il mio coach nel momento emotivamente più difficile della mia carriera, dopo la fine del connubio con Gipo Arbino del marzo 2024. È stato bravissimo a farmi tornare il piacere di giocare. Credo che i miglioramenti tecnici e tattici si siano visti. “Congy” all’inizio non lo conoscevo così bene, è stata una sorpresa. Ed è stato importante anche fuori dal campo».
Cioè?
«In quella fase così complessa mi ha trasmesso affetto. Mi ha fatto capire di volermi bene».
Come procede alla Rafa Nadal Academy?
«Ho iniziato la preparazione qui a Maiorca. Avrei dovuto lavorare una settimana in più, ma la Coppa Davis ha «ritardato la partenza. Mi sto allenando con grande intensità, terminerò la preparazione a Torino per poi volare ad Hong Kong per il primo torneo della stagione».
