Cobolli sincero: “Alcaraz mi dà tanti consigli. Sinner? Siamo realisti…”

Il tennista azzurro, eroe dell'ultima Coppa Davis, ha parlato della pre-season a Murcia con Carlos ma anche dell'attuale differenza con Jannik
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La stagione di Flavio Cobolli è finita più tardi rispetto a quella della maggior parte dei tennisti poiché è stato protagonista in Coppa Davis. Non a caso, ufficialmente, la sua vittoria contro Jaume Munar è stata l'ultima partita ufficiale del 2025 a livello di circuito ATP. Dopo aver trascinato l'Italia al trionfo in quel di Bologna, Cobolli si è concesso una meritata settimana di vacanze alle Maldive, ma è subito tornato in campo. Nella settimana dal 14 al 21 dicembre si è infatti allenato a Murcia con Carlos Alcaraz, numero uno al mondo ma soprattutto suo grande amico. E in un'intervista trasmessa durante il TG1 ha raccontato proprio il suo rapporto con lo spagnolo e le sessioni di lavoro per preparare il 2026: "Quando fai due ore di allenamento con un altro giocatore sembrano due ore. Con Alcaraz invece sembrano 20 minuti. Mi sta dando tanti consigli e, anche se non li dice, io apprendo".

Cobolli e la frase su Sinner

Cobolli ha poi parlato dei miglioramenti in vista della nuova stagione: "Secondo il mio team posso migliorare su tutto. Personalmente ci sono cose in cui mi reputo molto forte, ma anche altre su cui ho molti margini di miglioramento". Non poteva poi mancare un commento su Jannik Sinner, punto di riferimento per tutti i tennisti italiani: "Nella vita bisogna essere anche un po’ realisti. Uno ci prova. Io lavoro tutti i giorni per arrivare dove sta lui, però riconosco che adesso è molto lontano da me“. Infine, Cobolli ha raccontato un aneddoto sul trofeo della Coppa Davis: "L'ho dato a mio nonno (in realtà dopo il trionfo di Bologna aveva scherzato dicendo che glielo aveva rubato, ndr), ma dopo un po' lui me l'ha restituito. A Roma lo fermavano tutti per strada e non ce la faceva più".


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