Dopo Alcaraz, anche a Sinner fanno rimuovere il Whoop: " Aiuta a tracciare i dati, ma le regole sono regole..."
AUSTRALIAN OPEN, MELBOURNE- Alla Margaret Court Arena, è andato in scena il secondo derby italiano degli Australian Open. Dopo quello tra Musetti e Sonego- vinto dal primo- è toccato a Sinner e Darderi, rispettivamente numero 2 e umero 22 del ranking Atp. Il match è stato vinto in tre set al tie-break da Sinner. Poche ore prima era andata in scena la partita tra Alcaraz e Paul, vinta agevolmente in tre set dallo spagnolo. Le due partite, oltre ad essere una sfida a distanza tra il numero 1 ed il numero 2, hanno una similarità particolare: il Whoop, un braccialetto che hanno fatto rimuovere ad entrambi.
Australian Open: ecco cos'è Whoop, il braccialetto proibito
Così come successo ad Alcaraz, anche a SInner hanno imposto di rimuovere il Whoop prima dell'inizio della partita poiché potrebbe trasmettere dati all'esterno del campo. Questi strumenti che permettono le comunicazioni durante i match sono infatti proibiti, ma a cosa serve realmente il Whoop? Si tratta di un bracciale che è in grado di monitorare i parametri fisiologici in maniera continua, come qualità del sonno, recupero, stress frequenza cardiaca e tanto altro per tenere sotto controllo e monitorare le prestazioni sportive, soprattutto a livelli professionali. All'inizio dello Slam, Alcaraz lo aveva già indossato, giocando i primi tre turni con il bracciale, ma la giudice di sedia della sfida contro Paul, Marija Cicak, non ne ha consentito l'utilizzo. ATP ITF e WTA non sono in linea sull'urilizzo di questi dispositivi, dunque la scelta è dell'arbitro. Whoop è utilizzato da numerosi atleti ed uno dei primi ad utilizzarlo è stato Lebron James, che poi è anche diventato un investitore. Non si tratta dell'unico caso, infatti anche CR7, dopo averlo utilizzatop ha deciso di investire nel progetto. Grazie all'adozione dello strumento da parte di due colossi dello sport, il bracciale è diventato uno strumento fondamentale per tutti gli sportivi. Ora è il turno di Sinner ed Alcaraz, ma anche la tennista Aryna Sabalenka lo aveva già indossato. Per ora gli Slam ne vietano l'utilizzo- mentre negli altri tornei lo si può indossare- ma magari il regolamento potrà essere modificato per permettere agli atleti di monitorare le loro prestazioni durante le partite in tempo reale ed evitare alcuni tipi di infortuni.
Conferenza stampa Sinner:" Le regole sono regole"
Nella conferenza stampa post partita ed in attesa di scoprire chi affronterà ai quarti tra Shelton e Ruud, Sinner ha parlato del Whoop ed ha spiegato le motivazioni che lo spingono ad utilizzarlo noostante ci siano altri tracker in commercio:" Ci sono certi dati che vorremmo tracciare un po' in campo. Non è per la questione live, ma è più per poter vedere dopo la partita. Sono dati che vorremmo usare anche nelle sessioni di allenamento perché da lì puoi allenarti con la frequenza cardiaca e quante calorie bruci e tutto questo genere di cose. L'arbitro mi ha chiesto subito se fosse il tracker. Ho detto di sì e lui ha detto ‘rimuovilo', va bene così. Ci sono altre cose che potremmo usare, come il gilet, ma per me è un po' scomodo perché senti di avere qualcosa sulle spalle ed è un po' diverso. Le regole sono regole e lo capisco e non lo userò di nuovo".