Sabalenka ancora in finale agli Australian Open, ma fa discutere la penalità per quel gemito di troppo...

La numero uno al mondo ha superato in due set Svitolina a Melbourne: l'arbitro le ha però tolto un punto tra le polemiche
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Aryna Sabalenka si conferma la giocatrice più forte al mondo nonché la dominatrice assoluta agli Australian Open. Grazie al successo per 6-2 6-3 ai danni dell'ucraina Elina Svitolina, ha raggiunto la sua quarta finale di fila a Melbourne e l'ha fatto senza perdere set, sbaragliando la concorrenza con una facilità a tratti disarmante. A senso unico anche la sfida contro la numero 12 al mondo, durata un'ora e un quarto e dominata dalla bielorussa, che ha fatto valere la maggior pesantezza di palla e ha proseguito nel percorso netto. La numero uno al mondo andrà a caccia del suo terzo titolo australiano, ma dovrà stare attenta al suo comportamento in campo per evitare che si ripeta quanto accaduto nella semifinale. Vale a dire esagerare con i gemiti ed essere punita.

Cosa è successo

Nel terzo gioco del match, sul punteggio di 2-1 Sabalenka, il primo punto del game è stato assegnato a Svitolina dalla giudice di sedia, la svedese Louise Engzell. Dopo il sesto colpo dello scambio, l'arbitro ha improvvisamente fermato il gioco, pronunciando il termine inglese "hindrance". A suo avviso, Sabalenka aveva disturbato l'avversaria con il suo grunting. Nota per i suoi gemiti particolarmente potenti, Aryna non ha mai avuto problemi in questo senso. Nell'episodio in questione, tuttavia, è stata punita poiché il terzo gemito è stato ritenuto "diverso dai precedenti" e dunque l'arbitro ha reputato che danneggiasse Svitolina. Una scelta che ha lasciato perplesse entrambe le giocatrici e che ha diviso gli appassionati di tennis: c'è chi l'ha giudicata troppo severa e chi invece l'ha definita doverosa.


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