Zverev punta Miami e ammette: "Sto diventando il giocatore che volevo essere ma..."
MIAMI (STATI UNITI) - Ci siamo: è tutto pronto per l'inizio dell'Atp Miami, secondo Masters 1000 stagionale al via da oggi (mercoledì 18 marzo) sui campi in cemento dell'Hard Rock Stadium, situato a Miami Gardens, in Florida. Uno dei grandi protagonisti del torneo sarà senza dubbio il tedesco Alexander Zverev che, da terza testa di serie del tabellone, entrerà in scena dal secondo turno: sfiderà il vincente del confronto tra la wild card statunitense Martin Damn e il britannico Jacob Fearnley. Al terzo turno potrebbe incrociare un altro americano, Brandon Nakashima, mentre agli ottavi li due principali pericoli sarebbero uno tra Learner Tien e Alejandro Davidovich Fokina. Ai quarti rischio incrocio con Daniil Medvedev (finalista a Indian Wells) o il padrone di casa Ben Shelton, mentre in semifinale ci sarebbe, ancora una volta, Jannik Sinner in un vero e proprio remake del recente penultimo atto disputato in California.
Zverev punta Miami e confessa: "Sto diventando il giocatore che volevo essere ma..."
'Sascha' ha parlato al Media Day a pochi giorni dal suo esordio in campo a Miami, in programma sabato 21 marzo. Il tedesco, originario di Amburgo, è carico e vuole quantomeno replicare il risultato ottenuto nel 2018 quando raggiunse la finale - John Isner si impose poi in rimonta con il risultato di 6-7 (4), 4-6, 4-6 - ma è consapevole che, per ottenere grandi risultati, dovrà aumentare l'aggressività nei colpi di inizio scambio e da fondo campo. È questo infatti il principale obiettivo che 'Sascha' sta portando avanti da tempo con gli allenamenti: "Molti giocatori parlano di giocare in modo iper-aggressivo. Una cosa è dirlo, un'altra è farlo. Penso che ci sto provando molto quest'anno, sono stato molto aperto riguardo al cambiamento che voglio apportare. Sconfitta con Sinner in California? Forse sono andato troppo oltre in quella direzione e non ha funzionato del tutto. Devo trovare un equilibrio. Ma sento che ci sto arrivando, sto diventando il giocatore iper-aggressivo che voglio essere, anche se ci saranno partite che non andranno bene. È difficile - ammette Zverev - ma è un prezzo che sono disposto a pagare. Ho 28-29 anni, penso che valga la pena provarci ora".