Sinner e i dubbi su Montecarlo: si è iscritto al torneo, ma… tutti i nodi da sciogliere

Per lui è casa ma servono attente valutazioni dopo l’impresa americana
Alessandro Nizegorodcew

Sinner giocherà il torneo di “casa”? Jannik, residente ormai da anni nel Principato di Monaco, è iscritto e dovrebbe disputare il primo 1000 su terra battuta della stagione, anche se le riserve non sono ancora state sciolte. Alcuni indizi fanno propendere per la cancellazione, altri per la partecipazione. Unico, nonostante le assenze, Montecarlo promette comunque spettacolo. Il Masters monegasco è un evento sui generis per tante ragioni e, come tale, è imperdibile per qualsiasi appassionato. Le cancellazioni di Djokovic, Fritz, Draper e Davidovich Fokina (indolori per i tennisti, poiché l’evento non è tra quelli obbligatori), sono probabilmente le prime di una serie di rinunce.

Sinner si o Sinner no

«Siamo in hotel tutto l’anno e poter stare a casa cambia le cose. Permette di staccare, di non pensare troppo al torneo». Jannik aveva parlato così di Montecarlo subito dopo il successo di Miami. Ma quali sarebbero i pro e i contro della partecipazione al 1000 monegasco? Da una parta la vicinanza fisica all’evento, come spiegato da Sinner; dall’altra la vicinanza temporale al Sunshine Double, molto faticoso, appena conquistato. C’è anche un aspetto che, al suo interno, porta con sé pregi e difetti: Montecarlo si gioca, al contrario di tutti gli altri 1000 su terra, in una sola settimana. Un torneo corto (pro) che però andando sino in fondo significa disputare 5 incontri in 6 giorni (contro). Uno sforza fisico potenzialmente notevole.

 


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I soliti ritiri

Novak Djokovic, che non vince a Montecarlo dal 2015, seleziona ormai i tornei in maniera scientifica, per una programmazione ridotta all’osso a causa dell’età e delle motivazioni. Più sorprendente il forfait di Jack Draper. Il britannico, dopo una lunga assenza dai campi e il rientro sul cemento a inizio stagione, vorrà presumibilmente prepararsi al meglio, senza rischi, per la stagione sulla terra battuta. Taylor Fritz, dal canto suo, convive da tempo con una seria infiammazione al ginocchio e in questi giorni sta pensando solamente a recuperare. Montecarlo, essendo l’unico Masters 1000 non mandatory (non partecipare non comporta uno “0” in classifica come accadrebbe a Roma o Madrid), da sempre convive con una pioggia di ritiri. Nonostante ciò, il torneo mantiene il fascino e il prestigio di un tempo. Il livello, Alcaraz in primis, è garantito.

Gli italiani

Nel Principato di Monaco andrà in scena il ritorno in campo di Lorenzo Musetti, che lo scorso anno riuscì a raggiungere una fantastica finale. A stopparlo fu Carlos Alcaraz, nonostante un grande primo set vinto dall’azzurro. L’Italia potrà contare anche su Flavio Cobolli, Luciano Darderi (impegnato questa settimana a Marrakech) e Matteo Berrettini, che ha usufruito di una wild card dall’organizzazione. Nelle qualificazioni potrebbe esserci il rientro di Lorenzo Sonego, fermo ormai da settimane a causa di un problema al polso, mentre è sicura la partecipazione di Matteo Arnaldi. Francesco Maestrelli, attualmente fuori di poche posizioni, entrerebbe nel tabellone cadetto qualora dovesse esserci qualche altra rinuncia.

 


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Sinner giocherà il torneo di “casa”? Jannik, residente ormai da anni nel Principato di Monaco, è iscritto e dovrebbe disputare il primo 1000 su terra battuta della stagione, anche se le riserve non sono ancora state sciolte. Alcuni indizi fanno propendere per la cancellazione, altri per la partecipazione. Unico, nonostante le assenze, Montecarlo promette comunque spettacolo. Il Masters monegasco è un evento sui generis per tante ragioni e, come tale, è imperdibile per qualsiasi appassionato. Le cancellazioni di Djokovic, Fritz, Draper e Davidovich Fokina (indolori per i tennisti, poiché l’evento non è tra quelli obbligatori), sono probabilmente le prime di una serie di rinunce.

Sinner si o Sinner no

«Siamo in hotel tutto l’anno e poter stare a casa cambia le cose. Permette di staccare, di non pensare troppo al torneo». Jannik aveva parlato così di Montecarlo subito dopo il successo di Miami. Ma quali sarebbero i pro e i contro della partecipazione al 1000 monegasco? Da una parta la vicinanza fisica all’evento, come spiegato da Sinner; dall’altra la vicinanza temporale al Sunshine Double, molto faticoso, appena conquistato. C’è anche un aspetto che, al suo interno, porta con sé pregi e difetti: Montecarlo si gioca, al contrario di tutti gli altri 1000 su terra, in una sola settimana. Un torneo corto (pro) che però andando sino in fondo significa disputare 5 incontri in 6 giorni (contro). Uno sforza fisico potenzialmente notevole.

 


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