"Io come Sinner e Alcaraz? Ragazzi, per favore...", Fonseca non ne può più dei paragoni

Il 19enne brasiliano prosegue per la sua strada (ha vinto all'esordio a Monte-Carlo) evitando i confronti scomodi con Jannik e Carlos
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Joao Fonseca ha gli occhi del tennis puntati addosso. Anche le orecchie: le ultime dichiarazioni su Sinner e Alcaraz hanno fatto storcere il naso a qualcuno. Lui - 19 anni - si è fatto scivolare tutto addosso e ha mantenuto la concentrazione per superare al meglio il primo turno dell'Atp di Monte-Carlo: 6-2, 6-3 al canadese Gabriel Diallo, liquidato in due set con grande naturalezza e abilità. Il ragazzo promette bene e i pragoni con Jannik e Carlos già si sprecano. C'è chi lo immagina terzo incomodo, come fu Djokovic per Nadal e Federer, ma Fonseca per il momento si gode ogni piccolo step, senza presunzione.

Le parole di Fonseca

Fonseca, dopo il successo contro Diallo, ha analizzato la partita e spiegato le sensazioni sulla terra rossa: "Questa è una città fantastica, è piccola ma super bella. Oggi mi sono sentito benissimo in campo, è stata una grande partita, una grande vittoria in un grande torneo. La mia prima volta su questo campo, quindi è stata un’esperienza davvero speciale. Me ne vado felice per come ho giocato e per essere rimasto positivo per tutto il secondo set. Credo di aver sempre avuto le mie armi, sia con il diritto che con il rovescio, anche se soprattutto con il diritto. Penso di poter fare molto bene sulla terra battuta, sono nato sulla terra, anche se è una superficie che richiede pazienza. Oggi ho sentito di poter vincere ogni punto e colpire la palla molto forte, anche se a volte usciva. Capisco che tutto richiede impegno e un processo per diventare pazienti, ma questo è ciò che la terra battuta mi ha sempre dato. Sono condizioni dure, più impegnative, ma mi sento benissimo".

Fonseca e il paragone con Sinner e Alcaraz

Sul paragone con Sinner e Alcaraz: "Ho giocato bene contro entrambi, sono state buone partite, ma non sono ancora al loro livello. Spero di arrivarci in futuro, ora è ancora presto, anche se sono state buone partite. Loro giocano a quel livello in ogni match, quindi devo essere più costante, lavorare più duramente, ma sono sulla strada giusta. Ognuno ha i suoi tempi, il mio momento arriverà, per ora sto facendo molto bene. Se continuo con questa routine e con questa mentalità di lavorare in silenzio, credo che le aspettative si realizzeranno. La gente vede i giovani fare grandi cose e subito ci mette in cima alla classifica, ma le persone hanno bisogno di tempo, ognuno ha il proprio ritmo, quindi voglio scrivere la mia storia. Spero di essere lì a competere con loro, ma la gente deve capire che ho bisogno di tempo per diventare ciò che vogliono, ciò che anch’io voglio diventare. Voglio essere il numero uno del mondo, ma devo prendermi il mio tempo, devo essere umile per capirlo. Spero di avere davanti a me un futuro brillante".


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