La mossa di Sinner che ha spiazzato Alcaraz: ecco come Jannik ha battuto lo spagnolo

Gli scambi lunghi sono stati la chiave del match, determinante anche la volontà di condurre la gara: tutte le strategie sfruttate da Jannik a Montecarlo
Lorenzo Ercoli
3 min

Una rivalità vista ormai in ogni salsa e superficie. Eppure, ognuna delle 18 sfide tra Sinner e Alcaraz - non c’è motivo per non considerare il prequel a livello Challenger - ha raccontato qualcosa di diverso, ma soprattutto è stata quasi sempre una questione di dettagli. Tra loro è sempre una sfida a sé, capace a ogni torneo di smentire quanto visto fino a quel momento e spesso di ribaltare le logiche del duello precedente. Ancora di più quando, come questa volta, i due sono tornati ad affrontarsi a più di quattro mesi dall’ultimo incrocio ufficiale. Sinner vince 7-6(5) 6-3, battendo Alcaraz sul rosso per la prima volta da Umago 2022. Data simbolica che coincideva anche con l’unico titolo conquistato dall’azzurro sulla terra prima di ieri. La parata di personalità presenti al Monte-Carlo Country Club ha assistito a un match non strabiliante dal punto di vista dello spettacolo tecnico puro. Del resto, con il vento che ha condizionato pesantemente la contesa, era quasi inevitabile.

I rimpianti di Alcaraz

Eppure proprio questa imperfezione ha reso tutto più interessante. I due campioni si sono trovati a giocare su un piano diverso, in una situazione che non si può allenare e preparare. Quando si vince per pochi dettagli, di solito non mancano i rimpianti per lo sconfitto, questa volta un fardello tutto di Alcaraz. In entrambi i set lo spagnolo ha visto svanire abbastanza in fretta i break di vantaggio. E nel tie-break, dopo aver annullato il primo set point e recuperato il mini-break grazie a un dritto in rete dell’italiano, arriva il doppio fallo che vanifica il tutto. Ma è soprattutto nello scambio lungo che Alcaraz fatica. Forse anche per le condizioni, che permettono a Sinner di muovere la palla con più efficacia. Voler fare la partita è stato determinante per Sinner. Nemmeno quando questa scelta lo ha esposto a qualche errore gratuito inatteso, come quelli che lo avevano fatto scivolare sotto 1-3 nel secondo set, prima della reazione con il parziale decisivo di cinque giochi a zero.

Il capolavoro del tie-break

Ma il piccolo capolavoro è tutto nel tie-break vinto: la ritrovata efficacia di una prima che fino a quel momento era mancata, il punto vinto sulla palla corta di Alcaraz e quello conquistato su propria iniziativa. Tre piccole cose che lo scorso settembre erano mancate quando il murciano, battendolo in finale allo US Open, gli tolse la prima posizione mondiale. Pochi mesi e ancora una volta è cambiato tutto. Montecarlo potrà pure essere una tappa di passaggio sulla strada per Parigi. Ma per Sinner, oggi più che mai, è la ricompensa dell’ultimo anno di sacrifici.


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