Panatta: “Mi hanno invitato al Roland Garros ma non a Roma. Mancano due settimane, magari…”

A pochi giorni dall'inizio degli Internazionali d'Italia, la leggenda del tennis azzurro ha parlato del suo rapporto con il torneo, ma anche di Jannik Sinner
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"Non ho ricevuto nessun invito per gli Internazionali d'Italia. Magari ci ripensano in queste due settimane che mancano, ma facciano come gli pare. Mi è invece arrivato quello di Parigi, come fanno sempre con i campioni del Roland Garros e i fracesi della Davis". A dirlo è Adriano Panatta, che ha rilasciato un'intervista a 'Repubblica' per parlare della stagione sulla sua amata terra battuta che sta entrando nel vivo. Il primo pensiero non è potuto andare ad altro che alla finale del torneo di Roma del 1976 contro Guillermo Vilas: "Faccio molti sogni, anche legati al tennis, ma i match giocati in carriera non li ho mai rivissuti. Se penso al Foro Italico non mi vengono in mente rumori bensì odori: Lo spogliatoio e la terra rossa, viva, che profuma e respira". A proposito di ricordi, la sua ultima volta sul Centrale non è stata indimenticabile: "È stato una decina di anni fa per premiare i vincitori della Davis: ma è stato abbastanza triste perché lo stadio era deserto: tutti erano andati a mangiare tra la finale femminile e quella maschile".

Le differenze con Sinner

Panatta ha poi parlato dell'uomo del momento, Jannik Sinner: "Non lo conosco bene, ma direi che non ci assomigliamo: né come giocatori né a livello di personalità. Lui fa una vita monacale, si sveglia e si addormenta pensando al tennis: anche Borg era così. Ciò che conta è che questa felicità duri a lungo: solo Jannik sa quanto potrà reggere in questo modo". Ma niente paragoni con Borg: "Ha smesso a 26 anni? Però aveva cominciato a vincere già a 16 e a un certo punto ha esaurito la benzina del serbatoio che aveva in testa". E neppure gelosie: "Non sono invidioso né dei successi, già superiori ai miei, né dei guadagni di Sinner. Anzi, spero che vada ancora più lontano di Djokovic e che vinca Roma: sarebbe ora. A dir la verità non pensavo che sarebbe passato tutto questo tempo".

Panatta: "Sinner e Alcaraz due numeri uno"

Meglio Sinner o Alcaraz? Non ha saputo dare una risposta l'ex tennista italiano: "Sono due numeri 1. Con la mentalità di Jannik e la varietà di colpi Carlos avremmo il tennista perfetto, ma meglio così. Per Sinner il tennis è la felicità, mentre Alcaraz - che, ricordate, ha due anni di meno - pensa anche agli amici e a divertirsi la sera. Il problema è che sono su un altro livello rispetto agli altri: a miei tempi, invece, tutti i top 10 avevano vinto uno Slam". E neanche quando gli è stato chiesto se ci sia un italiano in cui si rivede se l'è sentita di fare un nome: "Paragoni inutili. Berrettini è il prototipo del tennista attuale: grande servizio e dritto potente. Di Sinner ho già detto. Forse Musetti mi assomiglia un pochino nella varietà dei colpi, ma è molto diverso da me".


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