Cobolli, la mamma parla per la prima volta: i retroscena sui tatuaggi per Roma e Firenze e il rapporto con il papà
Il nome Francesca Neri potrebbe non dire nulla agli appassionati di tennis, ma è normale che sia così. La mamma di Flavio Cobolli non ama le luci dei riflettori e preferisce appunto limitarsi a fare la mamma e sostenere il suo piccolo, che pochi giorni fa ha raggiunto la finale al Roland Garros - la prima in carriera a livello Slam - e si è regalato il debutto in top 10. Pur non essendo solita rilasciare interviste, ne ha concessa una a La Nazione, parlando soprattutto di Flavio: "È un figlio veramente stupendo. È generoso e buono, anche troppo, pure se sembra burbero. E poi è bello. No?” Pur non giocando a tennis, questo sport è sempre stato presente in famiglia, prima con suo marito Stefano - anche lui tennista - e poi con Flavio. Eppure ha rivelato: "A casa non si parla assolutamente di tennis, semmai parliamo della Roma. Stefano è stato bravo a smussare il carattere di Flavio, che come il padre vuole sempre avere ragione. Io invece sono il classico mediatore. Mi potrebbero dare una laurea ad honorem”.
Calcio o tennis, Bove e tatuaggi
A proposito di Roma, si è poi parlato del percorso di Flavio, che da piccolo giocava anche a calcio prima di scegliere il tennis: "Fino ai 13 anni ha fatto tutto doppio e abbiamo cercato di non imporgli la scelta. A un certo punto si è trovato oberato e ha deciso lui. Mi sento di dire che gestiva meglio l’ambiente del tennis rispetto a quello del calcio”. Proprio l'esperienza nelle giovanili dei giallorossi gli ha regalato un amico come Edoardo Bove: "Giocavano insieme sia a tennis che a calcio, si sono conosciuti da piccolini sui campi. Quando l'ho visto crollare in campo ho provato una grande paura da mamma. Però adesso viene sempre vicino a me alle partite". E sui tatuaggi del figlio: "Ne ha trenta, se non di più – ho perso il conto. Ma tutti lo legano a qualcosa di familiare. Quello del simbolo di Firenze? Mi ha fatto una sorpresa... soprattutto al padre. Poi è corso a farsi anche il lupo della Roma".
"Da me Flavio vuole che rimanga sua madre"
Nonostante la popolarità del figlio, per mamma Francesca la vita non è cambiata: "Ma volutamente, per scelta: bisogna rimanere quello che siamo. Gli impegni in giro per il mondo? Un paio me li gestisco con le ferie, e solo quelli. Anche perché troppa gente intorno gli dà fastidio”. E forse è anche meglio così visto che, come tutte le mamme del mondo, vive le partite con molta ansia: "Quando Flavio raggiungeva i quarti a Wimbledon ero all’angolo laterale, come sempre, perché non mi piace farmi riprendere. Ero impanicata. È stata un’emozione indescrivibile, ma mi sono trattenuta perché piangevano tutti. Secondo me il genitore che sostiene di non soffrire non dice la verità". Non poteva poi mancare a Parigi per la partita più importante della carriera di Flavio: "Sono andata alla finale: anche se non mi si è visto, in realtà c’ero. E quando è tornato a casa gli ho detto solo ‘bravo’. Lui da me vuole che rimanga sua madre, e quindi mi lascia quel ruolo: 'Vai in banca, stirami la camicia, mi sono scordato questo e quell’altro'”.