L'ex psicologa di Alcaraz rivela: "Ha subito un trauma psicologico ed è crollato, ecco come può reagire"

In Spagna preoccupano le condizioni del numero uno al mondo dopo lo sfogo con il suo box nel match perso con Korda a Miami. Josefina Cutillas, che ha lavorato con lui fino all'età di 15 anni: "Non so quanto abbia saputo gestire la vittoria in Australia
Valerio Minutiello

La crisi di Alcaraz continua a far discutere, soprattutto in Spagna. Il suo sfogo con il box durante il match perso con Korda a Miami è un chiaro campanello d’allarme. "Non ce la faccio più oggi! - le parole ormai celebri del campione mucciano - È una cosa continua! Voglio tornare a casa adesso! Non ce la faccio più! Non ce la faccio più, amico! Non ce la faccio più!”. Carlos aveva mostrato tutta la sua insofferenza anche a Indian Wells, quando dopo la sofferta vittoria con Rinderknech aveva detto, "Con me sono tutti Federer". Per capire cosa passa per la testa dello spagnolo, il quotidiano El Mundo ha intervistato Josefina Cutillas, psicologa che ha lavorato con il numero uno al mondo fino all’età di 15 anni: “Tendiamo ad attribuire poteri soprannaturali agli atleti - le sue parole - ma sono umani come tutti gli altri. Carlos ha accumulato troppo stress per molte settimane, e a un certo punto è crollato emotivamente. Ha subito un danno psicologico, così come avrebbe potuto subirne uno fisico. Forse non ha fatto abbastanza prevenzione, o non si è riposato a sufficienza, o non si è concentrato abbastanza sul suo benessere. È quello che potrà fare ora. Quello che è successo non è poi così insolito o grave”.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Alcaraz

La pressione che logora Alcaraz e la differenza con Sinner

Spesso si è detto che una grande differenza tra Alcaraz e Sinner è proprio la freddezza e la capacità di autocontrollo di Jannik rispetto a Carlos. “Lui è trasparente e, secondo me, questo lo rende un grande tennista. Attraverso di lui, possiamo vedere quanto sia difficile essere una stella del tennis. I campioni prima tendevano a nascondere queste situazioni, ma sono sicura che le abbiano vissute comunque”. Le fughe a Ibiza con gli amici, o a casa con la famiglia, sono ormai famose. Alcaraz ogni tanto ha bisogno di isolarsi da tutto per scaricare la troppa pressione che subisce, ma che nello stesso tempo lo nutre. Quando Sinner è stato fermo per il caso Clostebol, ad esempio, non ha brillato perché non c’era il rivale che lo stimolava.

"Alcaraz si esalta sotto la massima pressione, poi però..."

"Fin da piccolo, la sua forza motrice è sempre stata la sfida, e in quell'ambiente prospera. Si esalta sotto la massima pressione. Ma questo non significa che non la percepisca. In seguito, quando la pressione si allenta, sorgono i problemi. Ad esempio, non so fino a che punto abbia gestito le emozioni della vittoria in Australia". Dopo la sconfitta a Miami, Alcaraz è tornato a El Palmar, per passare un po’ di tempo a casa sua. Ora riprenderà gli allenamenti al Real Club de Campo di Murcia, nella tranquillità dell’ambiente familiare. Il prossimo appuntamento in programma è il Masters 1000 di Montecarlo, dove dovrà difendersi dall’assalto al numero uno di Sinner.

 


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La crisi di Alcaraz continua a far discutere, soprattutto in Spagna. Il suo sfogo con il box durante il match perso con Korda a Miami è un chiaro campanello d’allarme. "Non ce la faccio più oggi! - le parole ormai celebri del campione mucciano - È una cosa continua! Voglio tornare a casa adesso! Non ce la faccio più! Non ce la faccio più, amico! Non ce la faccio più!”. Carlos aveva mostrato tutta la sua insofferenza anche a Indian Wells, quando dopo la sofferta vittoria con Rinderknech aveva detto, "Con me sono tutti Federer". Per capire cosa passa per la testa dello spagnolo, il quotidiano El Mundo ha intervistato Josefina Cutillas, psicologa che ha lavorato con il numero uno al mondo fino all’età di 15 anni: “Tendiamo ad attribuire poteri soprannaturali agli atleti - le sue parole - ma sono umani come tutti gli altri. Carlos ha accumulato troppo stress per molte settimane, e a un certo punto è crollato emotivamente. Ha subito un danno psicologico, così come avrebbe potuto subirne uno fisico. Forse non ha fatto abbastanza prevenzione, o non si è riposato a sufficienza, o non si è concentrato abbastanza sul suo benessere. È quello che potrà fare ora. Quello che è successo non è poi così insolito o grave”.

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