Djokovic al veleno con chi si lamenta per le troppe partite: “Giocano pure le esibizioni...”

Intervenuto in conferenza stampa a Shanghai, il serbo ha parlato delle polemiche relative al calendario, lanciando una frecciatina ad alcuni suoi colleghi
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Novak Djokovic ha toccato molti temi interessanti nella conferenza stampa alla vigilia del Masters 1000 di Shanghai, penultimo appuntamento 'Mille' della stagione in programma sul cemento in Cina. Al tennista serbo, che torna in campo per la prima volta dopo la semifinale persa allo US Open contro Carlos Alcaraz, è stato chiesto del nuovo format dei Masters 1000 - spalmati su dodici giorni - e la sua risposta è stata chiara: "Fin dall'inizio sono stato contrario, anzi già quando ero nel consiglio dei giocatori non l'avevo appoggiata. Penso che per noi tennisti non sia una buona cosa perché occupa giorni nel calendario. Capisco che ci siano dei lati positivi, ma a me non è mai piaciuta. E lo dico nonostante alla mia età sia positivo avere un giorno di riposo tra un match e l'altro". Djokovic ha quindi colto la palla al balzo per collegarsi a un altro argomento molto caldo: quello del calendario che alcuni tennisti hanno giudicato troppo fitto.

La frecciatina di Djokovic

"Anche se qualche giocatore si lamenta dell'imposizione di alcune regole, la verità è che si possono fare ancora delle scelte. Ovviamente se non giochi rischi di perdere un bonus economico, ma è il prezzo da pagare se vuoi giocare meno. E poi è un po' contraddittorio perché ci sono dei giocatori che partecipano alle esibizioni". Il serbo ha infine precisato: "Si tratta di un argomento molto complesso, quindi non voglio schierarmi da una parte o dall'altra. La verità è che ci sono diversi elementi da considerare e logicamente ognuno cerca di fare il proprio interesse. Essendo stato nel circuito per oltre 20 anni, mi sento di dire che i giocatori non sono abbastanza uniti. Dopo essersi lamentati se ne vanno, ma poi a un certo punto ritornano. Non cambierà nulla se ci si limiterà a parlarne solamente per suscitare un po' di attenzione".


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