Djokovic, nuova vita in Grecia. In Serbia lo attaccano: vandalizzato un suo murales
Da qualche mese è la Grecia la nuova casa di Novak Djokovic, che ha deciso di trasferirsi all'estero dopo una serie di dissidi con il governo serbo. Il tennista di Belgrado ha infatti manifestato pubblicamente il suo supporto nei confronti dei giovani che da tempo protestano nel paese in seguito al crollo del tetto di una stazione ferroviaria di Novi Sad, in cui hanno perso la vita 16 persone. Una presa di posizione che lo ha esposto agli attacchi del presidente Aleksandar Vučić e di una serie di media. Da qui la decisione di lasciare il paese e trasferirsi insieme alla sua famiglia ad Atene. "Credo profondamente nel potere dei giovani e nel loro desiderio di un futuro migliore, quindi ritengo sia importante che le loro voci vengano ascoltate. Ciò di cui tutti abbiamo bisogno è comprensione e rispetto. Con te, Novak" aveva scritto Nole.
Vandalizzato un murales di Djokovic
La scelta di Djokovic è stata duramente criticata da alcune persone in Serbia, che l'hanno interpretata come un tradimento, un voltare le spalle alla sua patria. Proprio a Belgrado, una serie di ignoti ha vandalizzato un murale di Novak Djokovic. A denunciare l'atto tramite i social è stato proprio l'artista, Andrej Josifovski, che si era occupato dell'opera all'inizio del 2025 e ha pubblicato una foto in cui mette a confronte il murale originale e quello vandalizzato. Né il presidente serbo Vucic né lo stesso Djokovic hanno commentato quanto accaduto. Fatto sta che si tratta di un gesto che allontana ulteriormente il 24 volte campione Slam dalla Serbia e che in parte spiega la sua decisione di iniziare una nuova vita in Grecia con la moglie Jelena e i due figli Stefan e Tara.
