Djokovic e quelle parole che avvicinano il ritiro: "Il tennis è sempre importante, ma ora..."

In una recente intervista, il serbo ha ammesso come sono cambiate le sue priorità per poi spiegare il motivo che al momento lo spinge a proseguire
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Non c'è intervista a Novak Djokovic in cui non venga affrontato il tema ritiro, nonostante i risultati confermino che il serbo è ancora competitivo e può ancora ambire a grandi traguardi. La carta d'identità però non mente e, a poco più di un mese dal compimento dei 39 anni, Nole deve pensare anche a quella che sarà la sua vita dopo il tennis. "È il mio amore per il tennis che in primis mi spinge ad andare avanti: questo sport è stato la mia vita così a lungo e ancora continuo ad apprezzare ogni singolo momento in campo - ha rivelato a Esquire - Mi sento ancora forte e in grado di gareggiare con avversari più giovani". Sulle differenze rispetto al passato, invece: "In questa fase della mia carriera non è importante allenarsi più duramente degli altri, bensì farlo in maniera più intelligente, ascoltando il corpo ed essere al top sia dal punto di vista fisico che mentale. Ovviamente vincere mi motiva, ma voglio anche dare l'esempio e trasmettere valori come dedizione e resilienza".

Djokovic: "Per me il tennis non è più..."

In tutta onestà, il 24 volte campione Slam ha poi ammesso che le priorità sono cambiate nella sua vita: "Per me il tennis rimane davvero importante, ma non è più tutto. Eppure questo mi rende ancora più forte. Continuare a sfidare me stesso mi motiva ulteriormente". Infine, non poteva mancare un commento su quello che è stato forse l'apice della sua carriera, vale a dire le Olimpiadi di Parigi 2024, quando grazie alla conquista della medaglia d'oro ha "completato" il tennis: "È stato il sogno di una vita. Avevo partecipato a quattro edizioni dei Giochi e quella medagliava mi mancava. Vincerla a 37 anni, rappresentando la Serbia, è stato indubbiamente uno dei migliori momenti della mia carriera. Non avevo mai provato sensazioni del genere su un campo: ascoltare l'inno serbo e avere in mano la medaglia d'oro è un'emozione che porterò per sempre con me. Le lacrime? Qualcosa di spontaneo e puro".


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