Internazionali d'Italia
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Binaghi: "Atp ci chiede gli Internazionali di Roma in 10 giorni"

Le parole del presidente della Fit a margine della Giunta nazionale del Coni

Binaghi:
© LAPRESSE

ROMA - "L'Atp ci ha chiesto di allungare gli Internazionali di tennis di Roma, con 96 iscritti e tre giorni in più di. Ne riparleremo dopo il prossimo Dpcm, se ci verrà data la possibilità di aprire il torneo al pubblico allora è una possibilità che vogliamo percorrere. Altrimenti, con soli costi in più non potremmo permettercelo. Può succedere che il torneo non finisca di domenica". Lo ha rivelato il presidente della Federtennis Angelo Binaghi, parlando a margine della Giunta nazionale del Coni. "Se salissimo a 96 saremmo già un master 1500 - ha aggiunto Binaghi - Ce lo ha chiesto l'Atp e il ministro Spadafora vuole che il torneo si svolga a tutti i costi. È una grande occasione per dimostrare al mondo che siamo bravi a organizzare un grande torneo. Il fatto che Madrid non si giochi più ci ha aperto un bel portone". Sulla possibilità che gli Internazionali possano svolgersi a porte aperte, il numero uno della Fit si aspetta che venga aperto al 50% del pubblico e ha ribadito di avere "fiducia nel governo, mi sembra che i risultati epidemiologici siano positivi rispetto ad altri paesi. Siamo più assimilabili a un convegno che a una discoteca e abbiamo un pubblico più disciplinato rispetto ad altri sport".

Binaghi sulla riforma

"Cosa penso della riforma dello sport? Mi sembra che oggi ci siano problematiche più grosse, ancora non sono riuscito a leggere tutto il testo: stiamo preparando gli Internazionali d'Italia, ci sono le elezioni, non ho ancora letto tutto il testo". ha spiegato Binaghi. "Da parte nostra c'è massimo rispetto per il ministro e per le forze politiche elette democraticamente per gestire il nostro Paese - ha aggiunto il numero uno della Fit - Conoscete le mie idee sulla riforma e non sono cambiate: state parlando con un ultrà della riforma Giorgetti-Valente. Mi sembra che la cosa ora stia viaggiando molto sopra alle nostre teste su un piano che non è quello sul quale avremmo dovuto portarlo per tempo, ovvero programmi, principi sportivi, idee. Purtroppo siamo in ritardo di qualche anno, ora aspettiamo quello succede. Del resto qui si parla di Cio e io capisco che è importantissimo, ma che mi frega? Le mie società, i miei appassionati non vivono di Cio - ha concluso Binaghi - ma dei problemi giornalieri del Covid, dei finanziamenti che sono arrivati e devono continuare ad arrivare".

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