© Getty Images Berrettini, la delusione e la rabbia per quella chiamata dell'arbitro: "Gioco a tennis da quando avevo 6 anni, mai successo..."
ROMA - Una grande delusione per Berrettini uscire al primo turno al torneo di casa a qui tiene tanto. "Le sensazioni sono tristezza e delusione per una partita a cui tenevo - dice Matteo in conferenza stampa - sapevamo che sarebbe potuta essere una partita difficile per tanti motivi, perché la prima di un torneo non è mai semplice. Roma nasconde sempre delle insidie e oggi non sono riuscito a gestire le insidie, il mio avversario, le emozioni e il livello del mio gioco ne ha risentito. A sprazzi poi ho giocato pure bene, mi sentivo bene, ma questo è uno sport in cui serve continuità e se ci sono tanti alti e bassi non paga".
Berrettini e la rabbia per la chiamata dell'arbitro: "Mi sono innervosito"
A far innervosire Berrettini un episodio in avvio di secondo set. Matteo era 15-30 e stava giocandosi bene lo scambio che gli poteva dare due palle break in un momento delicato del match. A un certo punto la giudice Aurelie Tourte ha fermato il gioco poco prima che Popyrin spedisse la palla fuori, chiamando un let. Il motivo, che ha sorpreso il tennista romano, è l'antivibrazione della racchetta dell'avversario che si era staccata e caduta a terra, causando un intralcio. Berrettini si è innervosito parecchio perché né lui né Popyrin si erano accorti di quanto fosse accaduto e stavano giocando tranquillamente: "Secondo me a questo livello è difficile dire che avrei vinto la partita, però quello che ho sentito è che in quel game stavo macinando, stavo prendendo tanta fiducia e tanta energia e potevo rimettermi in carregiata. Da lì in poi lui ha servito molto bene. Mi sono innervosito perché ormai gli arbitri praticamente devono chiamare il punteggio, è tutto elettronico. Io gioco a tennis da quando avevo sei anni e non ho mai chiamato un let per un'antivibrazione, lì per lì per il calore del momento mi sono innervosito. Da qui a dire che quell'episodio avrebbe girato tutta la partita non me la sento. Quel game però sì, e poi ci sarebbe stato da lottare".
Berrettini: "Non me la sento di colpevolizzarmi"
Al di là dell'episodio, il rammarico è tanto per questa uscita prematura dal torneo di Roma: "Il mio gioco era un po' legato all'energia che ho, all'approccio alle situazioni. Il servizio lo posso sbagliare di pochi centimetri o fare un ace, il dritto la stessa cosa. Il rammarico è quello di non essere riuscito a godermi appieno l'atmosfera e l'energia di Roma, però non mi sento di colpevolizzarmi, una giornata abbastanza brutta. Non sono riuscito a sfruttare l'energia del campo e della gente".
