Retroscena Sinner: così si è arrivati all'accordo con la Wada per il caso Clostebol
“La WADA accetta che il signor Sinner non intendesse imbrogliare e che la sua esposizione al clostebol non abbia fornito alcun beneficio in termini di miglioramento delle prestazioni e sia avvenuta a sua insaputa, a causa della negligenza dei membri del suo entourage”. Con queste parole, riportate nel suo comunicato ufficiale, la WADA riconosce l’innocenza di Jannik Sinner e lo scagiona da ogni accusa di doping. Allora perché la squalifica di tre mesi? Chiaro sempre dal comunicato: “Tuttavia – è scritto – ai sensi del Codice (Wada, ndr) e in virtù del precedente al TAS, un atleta è responsabile della negligenza del suo entourage”. Sbagliato parlare di patteggiamento, perché Jannik Sinner non riconosce alcuna colpevolezza, bensì è la WADA a fare un passo indietro e ammettere che il numero 1 ATP non ha alcuna colpa.
Cosa dice il regolamento
Se si è arrivati a questa conclusione è proprio perché molto probabilmente non si è voluto condannare un innocente, perché se si fosse arrivati fino in fondo al TAS, il campione di Sesto avrebbe rischiato davvero seriamente di venire squalificato almeno un anno. Questo perché, se nel Codice Mondiale Antidoping e nel Tennis Antidoping è scritto, all’articolo 10.5.1, che qualsiasi sanzione viene annullata in caso di assenza di colpa o negligenza, nel solo Codice Mondiale Antidoping è stato introdotto un commento che specifica quanto ciò si applichi solo in casi davvero eccezionali, come un atleta che, nonostante la massima attenzione, sia caduto vittima di un sabotaggio. Il caso di Sinner sarebbe però rientrato nell’articolo 10.5.2, in cui si parla di “colpa o negligenza non significativa”, nel quale gli atleti sono ritenuti “responsabili della scelta del personale medico e dell’avvisare il personale medico di non somministrare loro nulla di proibito”. In questi casi la squalifica prevista va da uno a due anni.
Gli altri casi
Inutile quindi fare confronti con altre vicende. Più volte, per esempio, il caso Sinner è stato paragonato a quello del calciatore Palomino, inizialmente squalificato per positività al Clostebol. Il calciatore dimostrò di essere stato contaminato accarezzando il suo cane, al quale era stato applicato da un’altra persona il farmaco all’insaputa del calciatore. Non si trattava quindi di un membro dello staff, come nel caso di Sinner e non rientrava quindi nel 10.5.2. Al TAS, Sinner avrebbe comunque potuto contare sul fatto che il suo fisioterapista Naldi non aveva applicato il medicinale direttamente sul corpo dell’atleta, ma su sé stesso, contaminando di fatto il numero 1 ATP. Tutto si sarebbe quindi basato su un’interpretazione, ma dall’altra parte il regolamento parla chiaro e le probabilità di una squalifica di un anno erano piuttosto alte.
Un passo indietro della Wada
Perché la WADA è quindi arrivata all’accordo con Sinner, dando di fatto piena ragione al tennista azzurro? Forse perché mai come in questo caso era chiara l’innocenza dell’accusato e la sensazione che sarebbe stata segnata la carriera di un grande campione, senza che egli avesse alcuna colpa diretta. Forse, però, un peso ancora maggiore potrebbe averlo avuto il fatto che la squalifica sarebbe arrivata poco prima dello storico cambiamento del Codice WADA, che dal 2027 prevederà la definizione di “fonte contaminata” e non più “prodotti contaminati” per riconoscere il doping involontario e con quantità infinitesimali di sostanza vietata. Il nuovo termine introdotto comprenderà anche “fonti di contaminazione come cibo o bevande, contaminazione ambientale o esposizione attraverso il contatto con una terza persona o un oggetto toccato da una terza persona”. Insomma il regolamento che scatterà dal 1 Gennaio 2027 avrebbe totalmente scagionato Sinner. Non avrebbe avuto senso insistere per squalificare uno degli atleti più famosi e stimati nel panorama internazionale per un regolamento che la stessa Agenzia Antidoping Mondiali riconosce di fatto come anacronistico. È stata così fatta la scelta politicamente più intelligente, un compromesso che accontenta tutti, la WADA perché vede comunque rispettato l’attuale regolamento e la propria autorità, Sinner che non compromette la propria stagione, ma soprattutto esce da questa vicenda completamente pulito, come è sempre stato. Si è evitato di condannare un innocente soltanto per un cavillo, un precedente importante per gli atleti e che farà tutti contenti, probabilmente tranne Kyrgios e pochi altri.
