Dal matrimonio con Santarelli all'oro di Parigi al futuro, Moki De Gennaro dice tutto: "Finché mi diverto..."© GALBIATI / BENDA

Dal matrimonio con Santarelli all'oro di Parigi al futuro, Moki De Gennaro dice tutto: "Finché mi diverto..."

La più forte di tutte giovedì compie 39 anni: "L’oro di Parigi è il top"
Gianluca Scarlata
6 min

È la più forte. Ancora una volta. Ha vinto tutto, dall’Olimpiade al Mondiale, passando per Europei, Nations League. Senza dimenticare i vari scudetti, coppa Italia e Champions League. Monica De Gennaro continua a sorprendere e non solo per le decine di trofei in bacheca, ma per il suo crescere di livello, migliorarsi di anno in anno, fino a diventare il libero più forte al mondo, 173 cm, ma un gigante in campo. Miglior libero a Parigi e in Thailandia, domenica scorsa ha ricevuto il premio da Volleyball World come la miglior giocatrice del 2025.

Che effetto le ha fatto?

«È stata una bella soddisfazione, non me lo aspettavo. Un riconoscimento che non è facile vincere nel mio ruolo che è poco sotto i riflettori, questo mi inorgoglisce ulteriormente, è un premio che non avrei ottenuto senza le vittorie delle squadre».

Si è chiuso un anno super. Dopo 364 presenze ha lasciato l’azzurro.

«Voglio condividerlo con le mie compagne, abbiamo vinto tanto sia nel club, sia in nazionale».

È mancata la ciliegina sulla torta del Mondiale per club.

«La stagione scorsa abbiamo vinto tutto, eravamo abituate bene, la sconfitta fa parte del gioco, ma niente allarmi. In Brasile Scandicci è stata più brava, guardiamo avanti senza drammi: Champions, poi Coppa Italia e i playoff, in testa gli obiettivi sono chiari».

Dopo tante vittorie cosa le manca per sentirsi appagata?

«Nulla, noi sportivi siamo dei privilegiati, non sono i successi a darmi appagamento, ma continuare a fare ciò che mi piace, svegliarmi la mattina, andare in palestra e divertirmi».

Ha cambiato poche società, Vicenza, Aprilia e Pesaro. È ancora la stessa Moki di qualche anno fa?

«Non credo di essere cambiata, sono maturata e ho più consapevolezza come donna e come giocatrice, sono sempre la stessa Monica solo con qualche annetto in più».

A Conegliano ha trovato la giusta dimensione.

«Sono arrivata nel 2013, ho scelto l’Imoco per le ambizioni e la serietà del progetto. Siamo cresciuti insieme, è stato un cammino esaltante, che ha coinvolto tutto un territorio. Qui mi sento a casa, ho un legame speciale con i tifosi, i migliori che ci siano, abbiamo tanti sponsor che sono diventati anche nostri accaniti tifosi, c’è un rapporto stretto con i presidenti, ci sentiamo una famiglia e questo è un valore importante».

Che emozioni prova quando scende in campo?

«Quando giochiamo al Palaverde le sensazioni sono uniche, meglio non avrei potuto scegliere, sono stata fortunata a vivere questi incredibili anni di storia gialloblù, ma non è ancora finita».

Giovedì compie 39 anni, fino a che età vorrebbe giocare?

«Fino a che mi diverto, in fin dei conti il nostro è un gioco. Gli anni passano, ma ho ancora voglia di divertirmi».

Un domani cosa le piacerebbe fare?

«Da qualche anno tutti me lo chiedono, il che significa che sto diventando vecchia. Non ho ancora le idee chiare. Sono molto concentrata sull’oggi e sono una giocatrice al 100%, ci penserò a tempo debito».

Si sente un punto di riferimento per i futuri liberi?

«Molte mi chiedono autografi, selfie o mi scrivono chiedendo consigli. Dico sempre loro, come un mantra, che per migliorare, in ogni ruolo, è fondamentale lavorare in allenamento con serietà e applicazione, avere voglia di progredire e non accontentarsi mai».

Quale è stata la vittoria più bella?

«Le Olimpiadi sono il sogno di qualsiasi atleta, l’oro di Parigi è stato il top. La più significativa il primo scudetto con Daniele allenatore, era un momento particolare. Anche la prima Champions League a Verona, dopo tanti assalti a vuoto. Ogni vittoria ha un suo significato e un suo valore».

Cosa le ha dato e cosa le ha tolto esser sposata con Santarelli?

«Abbiamo trovato il nostro equilibrio, è stato bello condividere momenti importanti, siamo sempre stati bravi a scindere lavoro e vita privata». 

Rifarebbe tutto?

«Non cambierei nulla, non mi pento di nessuna scelta. Ho dato tanto alla pallavolo, ma sono stata ripagata abbondantemente dei vari sacrifici, ho vissuto emozioni che non potevo neanche sognare».

Conegliano dove può ancora arrivare?

«Le avversarie sono forti, ma il cammino è lungo, sappiamo bene il valore e la forza della nostra squadra. Abbiamo ancora fame Vogliamo tornare a vincere, magari già in coppa Italia a Torino».


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