Volley: Superlega, Molfetta ha scelto Gulinelli

Sarà il tecnico astigiano a prendere il posto del dimissionario Di Pinto. Reduce dalle esperienze già allenatore nel club russo dell’Uraf Ufa e della nazionale della Slovacchia porterà in Puglia il suo notevole bagaglio di esperienza
Volley: Superlega, Molfetta ha scelto Gulinelli
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MOLFETTA (BARI)- Apprezzata capacità di tirar fuori il meglio dai propri giocatori, straordinarie qualità umane, entusiasmo alle stelle. Flavio Gulinelli è il nuovo allenatore della Pallavolo Molfetta, ed è pronto a mettere a disposizione della squadra, della società e della città intera il suo background di successi ed esperienze.

Una vera e propria fonte d’orgoglio per la società molfettese, capace di abbracciare un uomo che ha fatto del volley la passione e la sua vita. Un vero e proprio giramondo della pallavolo, come dimostrano, specialmente negli ultimi anni, le innumerevoli esperienze all’estero. Reduce dall’impegno con la Nazionale della Slovacchia, Gulinelli ha allenato nella scorsa stagione anche i turchi del Galatasaray, conquistando il quarto posto nel girone finale dei playoff. Turchi sfidati a Molfetta poco meno di un anno fa in un allenamento congiunto.

La sua carriera inizia nella sua città natale, ad Asti, ma è dal 1989 che inizia realmente a decollare. In quell’anno infatti diventa secondo allenatore di Bebeto nella Pallavolo Parma, con cui vince due scudetti, una coppa delle Coppe, una coppa Cev e un Mondiale per Club. Sempre come vice di Bebeto, stavolta però con la Nazionale italiana, conquista, tra 1997 e 1998, un bronzo europeo, una World League e un Mondiale.

Come primo allenatore non tardano ad arrivare le prime soddisfazioni. Prima in A2, con Asti e Cagliari, poi a Santa Croce, Bolzano e Taviano, compagine con cui vince la coppa Italia di categoria. L’esordio in A1 avviene nel 2006, come allenatore di Latina. Quindi l’esperienza a Vibo Valentia, prima di sedere, nella primavera del 2009, sulla panchina dell’Iraklis Salonicco. Con i greci disputa una finale di Champions League nel 2009.

Poi Austria (in Nazionale), Turchia (Halkbank Ankara) e Grecia (con l’Olympiacos). Il ritorno in patria è una tentazione niente male, e Gulinelli decide di accettare, a gennaio 2011, le avances di Castellana Grotte. La sua seconda esperienza pugliese si chiude con una retrocessione, ma l’allenatore piemontese sfiora un autentico miracolo, guidando il team a una rimonta che, in caso di salvezza, avrebbe avuto dell’epico.

Successivamente guida Cuneo, torna a Castellana, diviene CT del Portogallo. Nel 2013, già allenatore del club russo dell’Uraf Ufa, accetta la proposta di CT della Slovacchia. Ora arriva a Molfetta, con un bagaglio carico di esperienze e l’entusiasmo di un ragazzino pronto a stupire. Per l’ennesima volta, come se fosse la prima. Perché per lui, per l’imperatore Flavio, guardare il mondo con occhi curiosi è solo il modo migliore per vivere lo sport e approcciare la vita. I successi sono una conseguenza quasi ovvia.


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