Adhu Malual accusa: « ricevuti insulti razzisti da parte del mio pubblico »
PINEROLO (TORINO)- Adhu Malual, uno dei prospetti più interessanti del volley italiano, che già più volte ha vestito la maglia azzurra, nata a Roma da genitori sudanesi, ha lanciato subito dopo la partita che la sua squadra, il Monviso Volley, ha perso in casa contro la Balducci Macerata, un pesante atto di accusa al pubblico che dovrebbe esserle amico. Sul profilo instagram la giocatrice ha stigmatizzato i ripetuti insulti di matrice razzista subiti da una parte della tifoseria. Amarezza nelle parole di Adhu ma non rassegnazione, al contrario il desiderio che tali atti non rimangano sotto silenzio ed il desiderio che certi episodi non si ripetano mai più.
Queste le parole affidate ai social da Adhu Malual
« Ieri sera ho giocato in casa. E non mi sono sentita a casa. In 12 anni di carriera non avevo mai assistito né vissuto sulla mia pelle un atteggiamento del genere da parte del pubblico che dovrebbe sostenere la propria squadra. Si può sbagliare. Fa parte del gioco, fa parte del lavoro, fa parte dell’essere umani. Quello che non fa parte di questo sport sono insulti, fischi costanti, offese personali e sì commenti razzisti, rivolti non solo a me ma anche ai miei familiari sugli spalti. Dal primo punto all’ultimo. Non per spronare. Non per sostenere. Solo per colpire. Sono fiera di essere italiana. Sono fiera di giocare in uno dei campionati più forti al mondo. Sono fiera di indossare la maglia azzurra, perché l’amore che provo per questo Paese, che è la mia casa, è indescrivibile. E non permetterò a nessuno di metterlo in discussione. I momenti no esistono per tutti, in qualsiasi ambito. C’è una linea sottile tra il tifo e la mancanza di rispetto. Ieri sera quella linea è stata superata più volte. E quando a pagarne il prezzo non è solo l’atleta in campo, ma anche la squadra e la sua famiglia sugli spalti, allora il problema non è sportivo. È umano. Io continuerò a fare il mio lavoro. Con dignità. Con professionalità. Con rispetto per questo sport. Ma una cosa va detta chiaramente: il silenzio, davanti a certi comportamenti, non è più un’opzione. Ringrazio la società per il supporto dimostrato, e i tifosi che riconoscono il mio impegno e comprendono il momento delicato ».