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Roma, due donne tra Dzeko e il Chelsea

Roma, due donne tra Dzeko e il Chelsea

I due club sono d'accordo, la decisione spetta al bomber. La moglie Amra Silajdzic non è convinta di trasferirsi. La fedelissima di Abramovich, Marina Granovskaia, ha dubbi su un investimento così oneroso

 Roberto Maida

sabato 27 gennaio 2018 09:26

ROMA - Un altro giorno se ne è andato senza che Edin Dzeko abbia preparato le valigie. La trattativa tra Roma e Chelsea è ai dettagli ed è stata scorporata dallo scontato trasferimento di Emerson Palmieri, ma l’accordo tra Dzeko e Londra è lontano quanto la villa di Casalpalocco e l’abbazia di Westminster.

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INCASTRI. Sullo sfondo di questa distanza, spuntano le legittime considerazioni di due signore. Una, Amra Silajdzic, è la moglie di Dzeko: ha accettato con entusiasmo il progetto Roma, dove ha messo al mondo due bimbi e dove sta crescendo la prima figlia, e non è entusiasta di tornare in Inghilterra dopo la precedente esperienza a Manchester. L’altra, Marina Granovskaia, è l’amministratore delegato del Chelsea, cioè la persona che cura gli interessi di Abramovich: in un momento di grandi tensioni con il suo allenatore, che guarda caso è italiano, non intende accontentare le richieste economiche della famiglia Dzeko, che per spostarsi nel bel mezzo di un tiepido inverno pretende comprensibili garanzie sul futuro a lungo termine.

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RETROSCENA - Il vulcano attivo della negoziazione adesso è proprio negli uffici di Stamford Bridge. Mentre Antonio Conte dichiara ufficialmente di «non dormire la notte» per la mancanza di rinforzi, la dottoressa Granovskaia sottolinea di non essere intenzionata a firmare un contratto fino al 2021 per calciatore di 32 anni che già guadagna cifre importanti (quasi 5 milioni netti a stagione) e che non potrebbe giocare subito in Champions League. Sa bene, la potentissima Marina, che Conte con ogni probabilità non sarà al Chelsea dopo il 30 giugno. E non si vuole accollare il rischio di ritrovarsi in casa un centravanti anziano, ancorché bravissimo, che potrebbe non essere nelle grazie dell’allenatore successivo. Per di più la nuova policy tecnico-economica del Chelsea prevede un piano di investimenti corposi sugli Under 25.

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