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Lega, sgarro alla Nazionale: Conte, mandali a quel paese

Lega, sgarro alla Nazionale: Conte, mandali a quel paese
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Ciò che è accaduto ieri in Via Rosellini è urticante, soprattutto pensando all’ipocrisia con la quale sono state motivate le scelte di non anticipare la finale di Coppa Italia, come chiedeva il ct per preparare bene la spedizione agli Europei e di accettare sì lo stage 8-10 febbraio, ma escludendo i giocatori delle cinque squadre impegnate nelle coppe europee. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere

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 Xavier Jacobelli

sabato 16 gennaio 2016 11:44

ROMA - Spazzare via questa Lega di A che calpesta la Nazionale, se ne frega di Conte e pensa solo ai soldi dei diritti televisivi, non è un'aspirazione. È un dovere. Ciò che è accaduto ieri in Via Rosellini è urticante, soprattutto pensando all’ipocrisia con la quale sono state motivate le scelte di non anticipare la finale di Coppa Italia, come chiedeva il ct per preparare bene la spedizione agli Europei e di accettare sì lo stage 8-10 febbraio, ma escludendo i giocatori delle cinque squadre impegnate nelle coppe europee. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, di fronte all’egoismo dei club che pensano solo ai diritti tv, ai loro bilanci da salvare, salvo sgomitare per fiondarsi in tribuna d’onore in caso di finale, come accadde il 1° luglio 2012 a Kiev per Italia-Spagna e come Prandelli e gli azzurri ricordano benissimo.

Qui non si tratta solo di stage o non stage: qui si tratta, ancora una volta di mettere a nudo l’incapacità della cosiddetta Confindustria di serie A di gestire il campionato, la Coppa Italia e di coniugare gli interessi delle società con quelli della Nazionale 4 volte campione del mondo, 1 volta campione olimpica e d’Europa, vicecampione d’Europa in carica. Qui si tratta di demolire il sistema di potere, incarnato dall’asse Galliani-Lotito e di cui la gestione Beretta è il risultato. Ma Galliani chi pensa di prendere pe il naso, affermando: “Non sono parte in causa, visto che il Milan non gioca le coppe e penso che fare uno stage per 15 club su 20 sia la soluzione migliore. Mi sembra una soluzione pro Conte. Io sono un suo ex corteggiatore”?

A parte il fatto che il Milan non ha mai smesso di fare una corte spietata a Conte (chiedete a Mihajlovic che cosa ne pensi) e che, se il MiIan è fuori dalle coppe, magari qualche responsabilità ce l’ha anche Galliani, visto che, da quando il club di Berlusconi ha scaricato Pirlo nel 2011, sul mercato non ne ha azzeccata una. Ma questo è un altro discorso. E vogliamo parlare di Beretta? “La Lega intende dare il massimo supporto alla Nazionale, ma deve anche tenere d’occhio il ranking Uefa che va nell’interesse di tutto il sistema del calcio italiano”. Ehhh? “La Lega intende dare il massimo supporto alla Nazionale”?

Ma dove? Ma quando? Forse stabilendo che la finale di Coppa Italia si debba giocare il 21 maggio o addirittura il 22 maggio se una delle finaliste sarà anche finalista di Europa League? Ma lo sa Beretta che, volendo, la finale si potrebbe disputare anche venerdì 29 aprile, qualora ci arrivassero Inter e Milan? Lo sa, Beretta che non c’era nessuna fretta di stabilire ora la data della finale di Coppa Italia, magari aspettando febbraio, con un quadro più definito del cammino delle squadre sia nella Coppa tricolore sia in Europa? Lo sa Beretta che il Belgio, numero 1 del ranking mondiale Fifa, per agevolare il lavoro del suo ct la finale del trofeo nazionale l’ha anticipata al 19 marzo? E chissenefrega se in Spagna, in Germania, in Inghilterra, in Francia e in Portogallo l’atto conclusivo è in programma il 21 maggio (il 22 per i lusitani): possibile che non siamo capaci di copiare il modello della Fa Cup per rivitalizzare la Coppa Italia e copiamo invece male, quando si tratta di (non) aiutare la Nazionale?

Ancora: dopo anni in cui chiude gli stadi a Natale e a Capodanno mentre in Inghilterra registrato il pienone, udite udite: il 15 gennaio 2016, la Lega di serie A si sveglia e scopre che a Santo Stefano, magari, forse, chissà, si potrà giocare, mentre, bontà sua, fissa al 21 agosto l’inizio del prossimo campionato. Prima no. Prima bisogna inchinarsi agli interessi dei club che, fra luglio e agosto, vanno a raccattare ingaggi all’altro capo del mondo, rimediando spesso figuracce televiste ai quattro angoli del pianeta e ponendo le basi per una sana stagione di infortuni, visto che la preparazione precampionato viene sospesa e sminuzzata, con tanti saluti alla salute dei giocatori.

Conte ha cento volte ragione ad essere infuriato: per lo stage, essendo stato preso per i fondelli come venne preso per i fondelli Prandelli nel marzo 2012, prima degli Europei e perché, a parole, i club dicono di sostenere la Nazionale, ma, nei fatti, la umiliano. Dicono che Tavecchio, a Istanbul per una riunione marketing Uefa, sia altrettanto arrabbiato, memore del fatto che in consiglio federale Beretta e Lotito avessero sostenuto il progetto stage e consapevole che ora diventa molto più difficile trattenere Conte sino al mondiale russo 2018. Già, Lotito. Ricordate? E’ il signore che a Bari girava il campo con il k-way della Nazionale addosso. Caro Conte, siamo tutta la vita con lei: conoscendola, raddoppierà gli sforzi per disputare un grande Europeo. Comunque vada, per favore, non faccia più entrare in Casa Italia i suoi “tifosi” di via Rosellini e li mandi a quel paese. Avrà tutta la nostra gratitudine

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