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Bell’Italia, grande Insigne. Ma l’arbitro di Collina ha negato la vittoria

Bell’Italia, grande Insigne. Ma l’arbitro di Collina ha negato la vittoria
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Brillante l’esordio di Bernardeschi, splendido il secondo tempo azzurro contro i campioni d’Europa uscenti. Martedì probante verifica con la Germania

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di Xavier Jacobelli

giovedì 24 marzo 2016 21:37

Bell’Italia. Davvero una bell’Italia quella che ha immeritatamente pareggiato stasera a Udine con la Spagna campione d’Europa uscente e qualificatasi a Francia 2016 con una marcia trionfale (9 vittorie e 1 pareggio). Il pareggio va molto stretto agli azzurri perché Collina continua a mandare in giro arbitri e assistenti che non sanno fare il loro mestiere e sono tecnicamente mediocri.

Sull’azione del gol spagnolo, Morata era in fuorigioco netto, ma Aytekin e sodali manco se ne sono accorti, così come il tedesco ha sorvolato su troppi interventi scarponi degli iberici. Lo andiamo dicendo da settimane, in considerazione dell’impressionante sequela di torti subiti dalle squadre italiane nelle cose europee: occhio perché, con questi arbitri, agli Europei saran dolori. Peccato, la vittoria sarebbe stata prestigiosa e legittimata soprattutto dal secondo tempo, quando gli azzurri hanno brillato di luce propria, con Insigne e il debuttante Bernardeschi davvero strepitosi. Il napoletano ha segnato un gol splendido, scaturito da una spettacolare azione corale. Poco dopo, soltanto un grande De Gea gli ha negato un raddoppio che avrebbe fatto venire giù il Friuli, con quella cucchiaiata degna del talentuosissimo gioiello di Sarri.

Nel primo tempo,l’acuto di Candreva, neutralizzato da De Gea, spiccava in un confronto inizialmente lastricato di buone intenzioni, ma avaro di spunti spettacolari e di emozioni, se si eccettua il palo colpito da Ramos che rischia il clamoroso autogol. Gli azzurri, comunque, hanno dato subito l’impressione di essere concentrati, attenti, consapevoli che con i campioni d’Europa uscenti tutto è consentito fuorché considerare la sfida squisitamente. Anche perché gli spagnoli avevano alle spalle sette vittorie consecutive, fra eliminatorie di Francia 2016 e test di avvicinamento alla fase finale del campionato europeo e non perdono dal 30 marzo 2015 (Olanda-Spagna 2-0).

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A Candreva, la Nazionale fa un gran bene: sino a quando è rimasto n campo il laziale è stato sicuramente il migliore degli azzurri. Buona è stata anche la prova del centrocampo con Parolo, Thiago Motta (ma a volte ha rallentato troppo la manovra) e Giaccherini che hanno retto il confronto con il pacchetto centrale di Del Bosque. La Spagna è stata sorniona, ha lasciato l’iniziativa all’Italia perché le manca tanto Iniesta, ma non bisogna dimenticare che Conte non aveva né Marchisio né Verratti. Il ritmo della partita è discreto. Il 3-4-3 di Conte ha funzionato sino alla tre quarti, andando però a sbattere contro la difesa iberica, alla quale spesso e volentieri ha dato una mano Morata, inopinatamente più efficace in fase di copertura che in attacco dove Pellé ha tenuto botta, ma ha steccato Eder.

Il test udinese è stato molto positivo per Conte che, conoscendolo, al Chelsea comincerà a pensare il giorno dopo essere rientrato dalla Francia. Testa e cuore del selezionatore sono tutti sulla spedizione Oltralpe. Il ct è riuscito a regalare l’emozione del debutto anche a Jorginho, un altro napoletano trasformato dalla cura Sarri. Martedì l'amichevole Germania sarà una probante verifica di quanto di buono abbiamo visto a Udine. Si comincia bene.

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